Viviamo male e ce l’abbiamo col mondo, ma non possiamo mollare

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“Se ci pensi una volta una coppia di operai poteva permettersi di affittare una casa al mare per due o tre mesi; ci metteva i genitori, ci portava i figli; invitava gli amici.

Adesso gli appartamenti al mare si affittano a settimane, a weekend… hanno il condizionatore, ma in quattro ci si sta stretti…

…In proporzione oggi gli operai guadagnano molto di più, ma tra contratti ielefonici, play station, un paio di scarpette firmate, il monopattino elettrico, l’abbonamento alla TV… si mangiano metà dello stipendio…

…Obbligo di consumare per poter lavorare… E le spese non sono solo per i figli, le generazioni nostre non sapevano neanche cosa era un aperitivo e lo spritz costava 50 lire, duemila volte meno di uno stipendio medio.

Se oggi un operaio prendesse duemila volte il prezzo di uno spritz guadagnerebbe 6000 euro. Una volta non c’erano i parcheggi a pagamento e le famiglie avevano un solo contratto telefonico. Non esistevano i condizionatori e c’era meno differenza tra le classi. Un manager prendeva cinque o sei volte la paga di un operaio. Oggi un manager prende venti, cinquanta, settanta volte la paga di un operaio.” *

Ecco perché poi si sta male, si vive male e ci si incazza col mondo, a cominciare da quello politico.

Ma non possiamo permetterci di mollare, di fregarcene di come vanno le cose, di non votare; perché le cose andranno ancora peggio di così.

In fondo il mondo è il risultato di miliardi di impegni singoli e va a rotoli se questi impegni sono solo egoistici. La comunità va sostenuta con impegno e sacrificio, altrimenti è finita.

Cominciamo con l’andare a votare e a farlo per persone  e compagini serie, meglio se preparate. Gente che pensa all’interesse della comunità, prima che al proprio.

*Dal video “Io non sono gli altri” di Natalino Balasso

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