Da una frase di Gualtiero Bassetti al Governo

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“Se non s’interviene efficacemente sul sovraindebitamento di famiglie e imprese, cadute per la prima volta a causa della pandemia nella condizione di debitori insolventi, si amplificheranno le già drammatiche condizioni per il ricorso all’usura e l’accesso della Criminalità organizzata nei tessuti economici e sociali”.

E’ un estratto dall’introduzione del cardinale Gualtiero Bassetti, ex vescovo di Arezzo, al Consiglio Permanente dei Vescovi italiani.

Parole pesanti e soprattutto vere. Siamo sull’orlo del baratro e il Covid 19 non demorde. Tra i sovraindebitati c’è sicuramente anche l’Italia come Stato ed è per questo che nel secondo dopoguerra non ci siamo mai trovati in una crisi così forte.

La soluzione non è facile. Non si può aprire tutto e nemmeno chiudere tutto; non si può sostenere tutti come servirebbe perché non ci sono i soldi per farlo.

Di certo abbiamo bisogno di un governo efficiente, forte e competente che sappia intraprendere la strada migliore mentre studia un piano per ottenere tutto quanto possibile dalla UE con il recovery fund grazie a un Recovery Plan di qualità.

Le ultime due maggioranze di governo erano molto disomogenee e quella che si prospetta all’orizzonte lo è forse di più. Bisogna guardare in faccia la realtà e ricorrere al governo tecnico, come abbiamo fatto ogni volta che la situazione è stata quasi ingestibile. In passato ci sono toccate cure lacrime e sangue, ma stavolta non abbiamo più lacrime e tra un po’ nemmeno sangue da versare. Un governo tecnico non potrà non tener conto di questo e se non vogliamo cadere nelle sommosse di piazza vere e proprie non abbiamo una vera alternativa.

3 COMMENTS

  1. Europeisti-maie-centro democratico, è questa cosa qui con la regia di Tabacci che dovrebbe risolvere la crisi?, è questa cosa qui che gli Italiani hanno votato alle ultime politiche o voterebbero ora? è questa cosa qui la Democrazia?.
    Mai piaciuto il governo tecnico ma concordo che in questo momento è forse l’unica soluzione anzi lo era già dallo scoppio della pandemia, il Presidentissimo è in ritardo di quasi un anno.

  2. Il governo tecnico per fare che? Le scelte di chi governa sono sempre politiche prima che tecniche, non c’è la tecnica neutrale di governo. Monti era un tecnico ma le sue azioni “tecniche” di governo erano profondamente politiche. A meno che non fai un governo tecnico per andare alle elezioni, ma intanto per esempio il recovery plan come lo fa, tecnico?
    Non penso che avessimo un grandissimo governo, ma guarda sto bischero del bomba che casino ha combinato. Ci fosse stato lui al comando magari avrebbe nominato plenipotenziario per il recovery il su amico Carrai, con la collaborazione in smartworking di Verdini da Rebibbia. Gente che se ne intende.
    Forse, dico forse, il problema è proprio questo, i fondi devono passare per le mani di sempre.

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