“Un giorno all’Impianto” Due giorni di visita dei ragazzi delle scuole dell’infanzia e medie a “Zero Spreco”

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“Un giorno all’Impianto”

Due giorni di visita dei ragazzi delle scuole dell’infanzia e medie a “Zero Spreco” e un convegno per ingegneri e professioni sanitarie per imparare a comunicare ambiente e salute

 

 

Arezzo. Due mattinate di cucina, musica, teatro e laboratori per imparare a rispettare l’ambiente e non sprecare le sue risorse. Sono ripartite le visite al polo impiantistico di San Zeno, progetto di “Zero Spreco Edu” destinato a bambini e ragazzi, per avvicinarli alla cultura del riciclo, del risparmio energetico e alla conoscenza delle fasi del recupero integrale dei rifiuti.

Oggi e domani quattrocento bambini e ragazzi della scuola d’infanzia, della primaria e delle scuole medie sono impegnati in attività e giochi mentre nel pomeriggio di mercoledì 14 sarà il turno degli adulti, nello specifico professionisti della sanità e ingegneri, impegnati in un convegno dal titolo “L’importanza della comunicazione nell’ambito della salute e dell’ambiente”, in programma alle ore 15.00. Un incontro valido per il riconoscimento di crediti formativi a cui sarà possibile partecipare sia in presenza che online collegandosi al portale di “Zero Spreco”.

 

“Finalmente Zero Spreco riparte con le sue attività, iniziamo dai più piccoli ma non ci fermeremo qui, ripartiremo presto anche con il progetto della ‘Gara dei Cervelli’, lanciato prima del Covid 19- ha detto Marzio Lasagni, direttore generale di Aisa Impianti s.p.a. Il nostro interesse è far conoscere l’impianto, perché è di tutti, è pubblico, è al servizio della collettività, visto che i suoi proprietari sono i comuni della Valdichiana, del basso Casentino Arezzo. ‘Zero Spreco’ significa imparare a rispettare l’ambiente e ridurre i consumi e in un momento come questo è fondamentale, e per farlo si deve partire dalle generazioni più giovani, dal futuro”.

 

“Questi bambini sono particolarmente piccoli, ed è chiaro che si fa un lavoro a misura della loro età ma basato sulla consapevolezza che quello che si getta nel cestino non sparisce magicamente- ha detto Marco Chioccioli, dirigente scolastico dell’Istituto IV Novembre di Arezzo. I bambini sono arrivati dentro l’impianto e la gran quantità di rifiuti ha suscitato l’esclamazione: ‘che meraviglia!’. Si lavora sulle consapevolezze esperienziali: bisogna far capire loro che il rifiuto può essere un problema ma anche una risorsa per le società avanzate”.

“Noi cerchiamo in tutti i modi di avvicinare i bambini anche se molto piccoli ai temi della salute e dell’ambiente, perché imparare da piccoli è diverso che da adulti- ha detto suor Anna Fiorentino dell’Istituto Suore Stigmatine di Arezzo. La scuole offre tutte le possibilità: in classe ci sono i cestini per raccogliere rifiuti differenziati, compresa la raccolta dell’umido alla mensa. I bambini lo fanno volentieri e non è un peso, hanno già una coscienza ecologica”.

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