Un bel tacer non fu mai scritto

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Un bel tacer non fu mai scritto. Questo proverbiale modo di dire, da molti attribuito al Sommo Poeta, Dante Alighieri, calza a pennello con tutte le speculazioni apparse nelle ultime ore sulla stampa locale sull’allontanamento, e il ritrovamento, di un bambino di 11 anni. Si parla tanto di tutela dei minori, il codice deontologico di cui si sono dotati i giornalisti a questo proposito e’ molto “strict”, ma evidentemente rimane lettera morta. L’allontanamento di un minore, del quale qualcuno ha pure pubblicato foto e identita’ anagrafica, non giustifica la curiosita’ morbosa sui motivi, evidentemente attinenti la sfera personale e familiare, che sono all’origine dell’allontanamento.

In fondo, chi di noi non ha pensato almeno una volta di lasciare la casa dei genitori in un impeto di indipendenza forse precoce? Io ricordo un fratello che all’eta’ di tre anni continuava a ripetere a mia madre che avrebbe voluto vivere in un’altra casa, con un’altra famiglia. Talmente insistente era la sua richiesta che ad un certo punto, forse stremata dai capricci del fratellino, decise di fargli un piccolo sacchetto con gli effetti personali e lo mise alla porta, chiudendola anche!

Un gesto che se un genitore avesse il coraggio di fare oggi finirebbe senz’altro attenzionato dai servizi sociali con l’eventualita’ che un giudice disponga l’allontanamento del figlio in qualche casa famiglia. Ma lo spirito di liberta’ che serpeggia nell’animo umano e’ troppo forte per essere represso, anche a costo di finire su tutti i giornali e a volte anche su Chi l’ha visto!

Un Lettore di Informarezzo

 

 

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