Stop 110%, a rischio cantieri condomini già avviati

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Giordano Cerofolini presidente provinciale Confartigianato edilizia: un calvario senza fine per cittadini ed imprese

“La mancata proroga del superbonus 110% sarà un grave danno per i condomini che in tutta la Toscana e anche nella nostra provincia, hanno già avviato i lavori”, a parlare è Giordano Cerofolini presidente provinciale e regionale di Confartigianato Edilizia.

“Un vero e proprio calvario per chi ha deciso di ricorrere ad un bonus che negli anni ha subito decine e decine di modifiche. Oggi senza una proroga il rischio è di tenere bloccati i cantieri”, aggiunge Cerofolini.

Sotto la lente i numerosi condomini che in questi anni hanno usufruito del bonus per eseguire varie opere di efficientamento e che spesso hanno dovuto dilazionate nel tempo i lavori a causa della mancanza delle materie prime, del riadattamento dei costi a causa del fenomeno inflattivo e delle numerosi variabili burocratiche incorse negli ultimi anni.

“In Toscana – spiega Cerofolini – sono stati ammessi al bonus 4381 condomini, per un valore dei lavori di circa 2 miliardi, di questi cantieri il 25% deve ancora essere portato a termine”.

In Senato la Commissione ambiente ha bocciato gli emendamenti al decreto asset presentati da Confartigianato che chiedevano solamente una proroga di alcuni mesi per concludere i lavori.

“Questo continuo tiro e molla che negli ultimi mesi ha caratterizzato l’andamento dell’erogazione dei bonus ha messo in difficoltà imprese e famiglie, ma il peggio arriverà ora perché le cose si complicheranno. Da gennaio il bonus scenderà al 70%. Ovviamente rimane sempre aperta la problematica dei crediti incagliati per non parlare della difficoltà dei condomini di far fronte alle spese per i lavori non avendo dei cassetti fiscali abbastanza capienti per scontare i lavori avviati”, aggiunge il presidente degli edili aretini di Confartigianato Imprese Arezzo.

“Da un lato le famiglie che potrebbero entrare in difficoltà, dall’altro tutto un settore che dopo anni e anni di crisi, potrebbe essere rispedito direttamente indietro nel tempo, all’incubo del 2010, i peggiori anni per il nostro settore. In quest’ultimo periodo per colpa di pochi tutto il sistema di incentivi è stato demonizzato, tralasciando il fatto che fosse un traino fondamentale per l’impresa ma anche per la transizione ecologica del paese” conclude Cerofolini.

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