Stati generali della sanità. Il contributo del Comune di Arezzo

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Gli Stati generali della sanità aretina sono nati nel 2018 con la volontà politica di dare più forza al Comune in materia di scelte sanitarie e per dare spazio al forte dissenso verso la riforma dell’assetto sanitario che Regione Toscana definì nel 2015, le cosiddette aslone. La prima e la seconda edizione sono state quindi caratterizzate da una precisa scelta politica: far sì che la voce dei Sindaci, avessero più peso. Poi è arrivata la pandemia: tutto si è fermato, tutto è cambiato.
Oggi gli Stati generali ripartono con una terza edizione che possiamo definire storica. E’ storica perchè è la prima edizione dopo l’emergenza sanitaria mondiale che ha stravolto le nostre vite e ovviamente la sanità, è storica perchè avviene in piena elaborazione del PNRR cioè della più imponente fase di destinazione di risorse dal dopo guerra ad oggi in ambito sanitario e sociale, è storica perchè avviene in un periodo che chiede a tutte le istituzioni di tenersi insieme per disegnare un modello nuovo di risposte e di servizi che siano più vicini al cittadino e più diffusi nel territorio. Il Comune di Arezzo ha quindi deciso di accettare la sfida dando a questa edizione un profilo di profonda collaborazione istituzionale anche attraverso la scelta di stare accanto al Forum Risk.

Partiamo dal PNRR, e dall’enorme ammontare di risorse che rappresenta. Di questo un sindaco è consapevole, una consapevolezza che ha come conseguenza la responsabilità di una gestione attenta di quella che è una grande occasione. Un’occasione che porta con sé anche grandi rischi. Uno, il maggiore, quello che non vengano valutati e percepiti fino in fondo i cambiamenti strutturali che queste risorse portano con sé: non arriva soltanto un importante finanziamento, ovvero quei 100 milioni di euro per l’ospedale San Donato e per il territorio, ma dobbiamo interpretare questo come una vera rivoluzione copernicana della sanità. Dobbiamo evitare che questi soldi vengano non spesi, o anche che, spesi correttamente, non portino alla realizzazione di quella idea di sanità territoriale di prossimità che in realtà proprio il PNRR dovrebbe innescare, avviando un processo di cambiamento radicale che non si limiti al potenziamento di ciò che già esiste. E ancora, dobbiamo evitare che la città non comprenda quello che sta succedendo, limitandosi a vedere le novità nelle strutture o nelle apparecchiature senza capire il nuovo modo di fare sanità.

La preoccupazione più grande è che all’investimento delle risorse non corrisponda un adeguamento organizzativo in termini di servizi, e in termini di personale in grado di garantirne la pluralità e la loro diffusione. La sanità che deve essere generata da questa “invasione” di risorse è una sanità sempre più integrata tra ospedale e territorio, e che vede i Comuni sempre più protagonisti. Perché una conseguenza della sanità diffusa, è quella di richiedere necessariamente una maggiore integrazione con i servizi sociali, con le politiche dei prevenzione, con le politiche di sicurezza, e politiche culturali dei Comuni.
Quindi il PNRR è l’occasione dei Sindaci per diventare i grandi protagonisti della risposta di salute, obiettivo per il quale è fondamentale la volontà comune di ottenere questo risultato. Portare gli Stati Generali della Sanità Aretina dentro un evento nazionale come il Forum Risk, significa rendere nazionale il “caso” Arezzo, significa portare all’attenzione la centralità dei territori nella risposta di salute che deve essere data ai cittadini, significa riconoscere concretamente ai Sindaci quel ruolo che formalmente rivestono ma che finora non hanno di fatto interpretato, rendendosi garanti della partecipazione dei cittadini ad un processo di cambiamento radicale, che la città è pronta ad assolvere con la Fondazione Arezzo Comunità.

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