Silvia Chiassai Martini: “Ho sempre creduto nell’unicita’ del panno del Casentino”

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SILVIA CHIASSAI MARTINI: “HO SEMPRE CREDUTO NELL’UNICITA’ DEL PANNO DEL CASENTINO”

L’Ex Presidente della Provincia interviene in merito allo storico tessuto tornato protagonista del “Made in Italy” a Pitti Immagine

“Il successo del panno del Casentino alla manifestazione “Pitti immagine” non mi sorprende – afferma Silvia Chiassai Martini –  estimatori ed acquirenti di un’eccellenza del nostro territorio, apprezzata fin dai tempi dell’iconico cappotto indossato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, non erano infatti mai mancati. Mi preme tuttavia ringraziare l’impegno delle Istituzioni, delle associazioni di categoria, dei sindacati, della Provincia che ho presieduto, per aver lottato in sinergia salvando e rilanciando in un momento di crisi un prodotto unico e di grande qualità. In particolare ringrazio, l’on. Tiziana Nisini, che si è sempre spesa per salvaguardare l’attività produttiva del territorio attenzionando l’allora Ministro Giorgetti al Mise per trovare celermente una soluzione al rischio di chiusura della storica manifattura e al licenziamento di molti dipendenti, malgrado la presenza di molti ordini da rispettare. L’intervento dell’importante azienda tessile Bellandi Spa di Montemurlo ha permesso di risolvere  la vertenza e una crisi che si protraeva da alcuni anni. Oggi, con fierezza, dobbiamo celebrare e sostenere la ripartenza del panno del Casentino, visto che importanti griffes della moda hanno deciso di puntare sullo storico tessuto per la nuova collezione di accessori , oltre all’azienda britannica fornitrice della Casa reale inglese che ha ordinato pezze di colore arancio per il cappotto di Re Carlo. Mi ero spesa in prima persona per riportare l’interesse verso questo straordinario prodotto, simbolo di tradizione, identità ma anche innovazione, avviando le procedure a carico della Provincia per la registrazione del marchio del panno del Casentino insieme alla Camera di Commercio e alla aziende del settore. Mi auguro che, al di là dei proclami di chi troppo spesso si limita a saltare sul carro dei vincitori, il percorso venga portato avanti per il bene del territorio e della sue comunità per raggiungere un altro ambizioso obiettivo che punta al riconoscimento e alla valorizzazione di un prodotto di eccellenza tipico della nostra economia. Una valida iniziativa per mantenere viva l’attenzione sul Casentino e per continuare a tramandare la lavorazione della sua lana, famosa in tutto il mondo, ma con un marchio di eccellenza che merita”

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