Sig. presidente, non ho bisogno di un passaggio, ho bisogno di munizioni…

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di Alssandro Artini

Tutti i giornali europei e occidentali raccontano la presa di posizione di Zelensky, che ha deciso di restare, nonostante gli americani gli avessero offerto una via di fuga. Forse la comparazione che sto per fare non risulterà plausibile ad alcuni, ma, anche nel pieno della pandemia, si è discusso a lungo di quei leader che si sono fatti vaccinare senza rispettare il loro turno (ho presente il caso di alcuni politici e del sindaco di una cittadina meridionale). È stato detto, dai giustificazionisti, che era bene preservare la leadership delle varie comunità, in maniera tale che essa potesse continuare a lavorare per l’incolumità di tutti. Chiacchiere. Nei contesti di crisi o di pericolo, chi ha responsabilità non dovrebbe sottrarsi ai rischi dei comuni mortali. Per questo Zelensky è ammirevole e commovente e proprio questa scelta gli ha offerto il carisma per guidare la resistenza ai russi. Se volessimo ricorrere a qualche esempio negativo, vale la pena di ricordare la fuga del re Vittorio Emanuele III e del maresciallo d’Italia Badoglio, all’alba del 9 settembre del ’43, alla volta di Brindisi sotto la protezione americana. Ovviamente entrambi lasciarono l’esercito e il paese intero allo sbando.

Non so se sia realmente sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi, ma nel mondo odierno ce n’è una fame disperata. Se non proprio di eroi, almeno di gente seria, che dia l’esempio. Talvolta sono le occasioni che consentono alle persone di mostrare ciò che valgono. Nel nostro caso, Zelensky, un ex comico, che recitava la parte di un presidente in una serie televisiva, ha avuto l’occasione di mostrare che il Presidente lo sa fare davvero. Qualche volta la vita è strana…

Comunque è opportuno chiarire ciò che intendo.

Le sanzioni economiche alla Russia sono doverose e, per certi versi, inevitabili. “Doverose” perché non è ammissibile che un despota autocrate soffochi lo spirito di autodeterminazione di un popolo; “inevitabili” perché, se lasciassimo correre, prima o poi noi stessi potremmo trovarci nella stessa situazione. Tuttavia, un fatto è certo, anche noi italiani ne pagheremo il prezzo. A mio parere, occorrerebbe che i politici lo dicessero chiaramente, senza il timore di perdere i voti nelle prossime elezioni. In questi ultimi anni abbiamo incontrato troppi “Schettino” in politica. E anche oggi ascolto delle dichiarazioni che mi paiono simili a quelle del comandante della Costa Concordia.

Si pensi allo Swift, che è un sistema di cambio per consentire i pagamenti internazionali, soprattutto in dollari. Ovviamente il fatto che noi dipendiamo per il 43% del nostro fabbisogno energetico dal gas russo complicherà la sospensione dello Swift, esponendoci al rischio di chiusura dei rifornimenti da parte russa. Inoltre, per le imprese italiane che esportano in Russia significherebbe non poter ricevere i pagamenti. Forse potremmo sospendere lo Swift, mantenendolo attivo solo per determinati pagamenti, come quello del gas. Funzionerà?

A causa della crisi, i prezzi di alcuni cereali come il grano, il mais (l’Ucraina è il secondo produttore per il nostro paese), i semi oleosi, ecc. sono improvvisamente cresciuti, raggiungendo valori mai toccati in precedenza.

Tutti noi siamo turbati dalla guerra e vorremmo fare qualcosa. Il nostro stato d’animo oscilla tra l’angoscia per le immagini di distruzione e morte e un senso di rassegnazione, dovuto alla impotenza individuale. Ebbene, in questo contesto, che almeno sia evidente quale sia l’evolversi realistico degli eventi. Mi auguro di poter escludere, per il momento, che Putin, dopo l’Ucraina, voglia indirizzare il suo esercito verso le repubbliche baltiche (come invece suggerisce un analista del valore di Andrea Margelletti). Tra angoscia e senso di impotenza, mi accontenterei che almeno i nostri politici usassero un linguaggio di verità. Certamente, avremo anche noi da pagare i nostri prezzi, per quanto riguarda le sanzioni… e speriamo che siano solo economici. Il linguaggio onesto della politica servirebbe comunque a prepararci ai cambiamenti, che non si preannunciano positivi.