San Giovanni Valdarno, miasmi dai container alla stazione

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I carri merci, che stazionano per un motivo non programmato a San Giovanni, anche a causa dell’alta temperatura esterna, hanno iniziato uno gocciolio di percolato, che provoca il cattivo odore. Il Comune ha quindi emanato ordinanza contingibile e urgente intimando al proprietario dei container Enki Srl ed al trasportatore Mercitalia Rail Srl l’immediato ripristino delle condizioni di sicurezza

Ieri mattina, primo agosto, la polizia municipale di San Giovanni Valdarno ha ricevuto segnalazioni di miasmi provenienti da container posizionati sopra carri merci all’interno della stazione ferroviaria locale.

Avvertite le autorità competenti, è stato effettuato un sopralluogo congiunto dagli agenti della municipale, il funzionario dell’ufficio ambiente del Comune, i funzionari di Arpat e di Ausl alla presenza di Rete ferroviaria italiana SpA, titolare della zona dove stazionano i carri merci.

E’ emerso che i carri ferroviari, con copertura telonata, contenenti container di rifiuti urbani, sono trasportati da Mercitalia Rail Srl ed il proprietario dei container è l’impresa Enki Srl.

Dai vagoni, che stazionano per un motivo non programmato, anche a causa dell’alta temperatura esterna di questi giorni e’ uscita una perdita di percolato, che provoca il cattivo odore, impattante per la zona e il conseguente disagio per i residenti, le attività commerciali e i pendolari di passaggio alla stazione.

Pertanto Il Comune ha provveduto a emanare un’ordinanza contingibile ed urgente (ai sensi dell’art. 50 del Dlgs 267/2000) intimando al proprietario dei container Enki Srl ed al trasportatore Mercitalia Rail Srl l’immediato ripristino delle condizioni di sicurezza dei container al fine di prevenire pericoli per la pubblica incolumità.

L’ordinanza, oltre che ai destinatari, è stata notificata ad Arpat, Ausl Toscana Sud Est, Procura della Repubblica (al magistrato di turno) ed alla Prefettura (quale attività di governo) con i quali il vicesindaco ed il funzionario dell’ufficio ambiente sono stati costantemente in contatto per l’intera giornata di ieri per la celere risoluzione della criticità.

In attesa dell’intervento per il ripristino delle condizioni di sicurezza dei carri, Mercitalia Rail ed Rfi hanno immediatamente attivato un intervento per escludere che le piccole quantità di percolato potessero penetrare nella massicciata ferroviaria.

Nella serata di ieri Arpat ha disposto il sequestro probatorio del convoglio per consentire al magistrato di effettuare gli accertamenti necessari, affidandone la custodia a Rfi in quanto gestore dell’infrastruttura dove stazionano i carri ferroviari.

Questa situazione straordinaria ed eccezionale costituisce un enorme disagio per i cittadini di San Giovanni Valdarno – dichiara il vicesindaco di San Giovanni Valdarno che ha emesso l’ordinanza –. Coloro che abitano nelle prossimità della stazione ferroviaria sono obbligati a sopportare un odore acre ed intenso e sono impossibilitati ad aprire le finestre che, con un clima così rovente, diventa una criticità quotidiana insostenibile. Contiamo che tutti gli enti coinvolti, Procura della Repubblica, Prefettura, Arpat, Rfi mettano in atto azioni immediate affinché i carri merci vengano immediatamente rimossi dai binari della stazione ferroviaria di San Giovanni Valdarno e che sia individuato al più presto un sito idoneo allo svolgimento delle verifiche che la Magistratura vorrà effettuare e che certamente non possono e non debbono svolgersi presso la stazione del nostro comune a ridosso di centri abitati. La causa che ha portato a stazionare, senza che ve ne fosse previsione, i carri alla stazione di San Giovanni non può assolutamente trasformarsi in un disagio ed un potenziale rischio igienico sanitario per i cittadini di San Giovanni Valdarno, in un momento già di forte sacrificio dovuto alle alte temperature climatiche. Facciamo quindi appello alla Magistratura, alla Prefettura e a Rfi/Mercitalia Retail affinché quanto prima riescano ad individuare la soluzione per far ripartire il convoglio. Ci riserviamo di procedere ulteriormente se questa situazione perdurerà troppo a lungo”.