Quelli che la visione… Le sconcertanti dichiarazioni di quel bonomo di Bonomi

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Bonomi chi? Quello che dice di essere il capo degli industriali? Di quali industriali? Di quelli che quando le cose vanno male chiedono soldi allo Stato e quando vanno bene si distribuiscono lauti dividendi e li portano all’estero per non pagare le tasse in Italia? Quelli che vogliono mani libere con i dipendenti, eliminando ogni statuto dei lavoratori, ogni regola ed ogni rispetto per chi lavora?
Sappiamo che non tutti gli imprenditori sono così, ma farsi rappresentare da un figuro di questo genere è una responsabilità di tutta la categoria, perché non abbiamo sentito nessuna voce di dissenso in questi giorni.
Le dichiarazioni del sig Bonomo (non è un errore, lo vogliamo chiamare proprio cosi, nomen omen!) sono preoccupanti, potremmo dire eversive. Come un Salvini qualsiasi, da uomo qualunque, dichiara: questa politica fa più danni del virus! E aggiunge, ti pareva, “manca una visione! (ci riferiamo alla sua intervista a La Repubblica di qualche giorno fa)
Ah, rieccola la visione. Quando non si ha niente da dire, si evoca la visione!
E quale sarebbe la visione di Bonomo? La visione che dovrebbe guardare al futuro?
Intanto diciamo a quel signore che per molta gente non ci sarà futuro se non le garantiamo il presente! Chi oggi va alla Caritas o ad organizzazioni volontarie simili per aver qualcosa da mangiare oggi, non domani, la visione è quella di sopravvivere adesso. La visione del futuro la lascia ai signori che vivono nelle ville ed hanno il conto in banca, magari alle Canarie o in altri stati offshore e possono pensare tranquillamente al futuro.
Pensi un po’, sig, Bonomo, per questi cittadini di serie B potrebbe andare bene anche un reddito di cittadinanza o di emergenza o comunque un contributo per passare ‘a nuttata! In attesa del futuro radioso promesso da confindustria e dalla sua visione!
Il grande capo confindustriale non è stato in grado di dire niente di concreto. Quello che si è capito è che vorrebbe mano libera con gli operai, con tutti i dipendenti, non vorrebbe pagare le tasse, ma incassare i contributi pubblici e delocalizzare dove gli pare, fregandosene dei disoccupati. Si è capito che non vorrebbe nessun contratto nazionale, lasciando alla libera alla contrattazione per ogni impresa in modo da poter ricattare i dipendenti a proprio piacimento. Insomma la sua visione più che al futuro sembra rivolta al passato, al periodo pre statuto dei lavoratori.
Non ci resta che il grido di Hirschman “che Dio ci renda la lotta di classe! “Se non Dio speriamo che le dichiarazioni irresponsabili del sig. Bonomo diano esse la spinta per una nuova lotta di classe. Sì, perché le classi non sono finite (anche se il termine non è più di moda e appare retrò), anzi in questi anni le differenze di classe si sono ampliate e sta scomparendo la classe media relegata ormai in un’unica classe di ultimi sempre più in difficoltà.
Noi la visione di Bonomi non la vogliamo! Ne sabbiamo un’altra e alternativa, più coerente con gli obbiettivi della nostra Costituzione repubblicana!
“Aridateci la lotta di classe”. Se non Dio, Forse Bonomi se insiste ci darà una mano.
Movimento Arturo, Circolo Bibbiena e Poppi
Giorgio Renzi, Luca Tafi