Perché la guerra in Ucraina ci riguarda da vicino e come ce ne accorgeremo presto

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La guerra in Ucraina fa morti come le altre, militari e civili come le altre; ma è diversa dalle altre, almeno per noi europei e occidentali in genere. Stavolta non si attacca un paese oppresso da una dittatura, ma una nazione democratica dove chi governa è stato eletto più o meno come avviene nelle nostre democrazie europee.

La guerra in Ucraina è veramente uno scontro di civiltà, stavolta nato in una situazione anomala nella quale le parti si comportavano da tempo da “amiche”, tanto che il nostro (dell’Italia) legame con la Russia per quanto riguarda il gas (e non solo) ha del clamoroso.

Oggi come oggi la soluzione del conflitto non sembra poter passare attraverso la tanto agognata trattativa. Non sembra esserci un mediatore credibile.

Quello che dobbiamo fare lo sappiamo, ma non lo vogliamo prendere veramente in considerazione. Occorre bloccare le vendite di gas della Russia all’occidente (Italia e Germania su tutti). Questo comporterebbe in tempi medio brevi un enorme sacrificio dei cittadini italiani e tedeschi. Razionamento del gas per uso industriale e casalingo (quest’ultimo certamente a far data da ottobre prossimo, in Italia).

Contemporaneamente una simile evenienza comporterebbe il fallimento della Russia, che dovrebbe rinunciare a più di due miliardi al giorno, quando già è in grave difficoltà.

In questo modo Putin sarebbe sconfitto, anche tra i russi. Si tratterebbe di una prova di forza e di coesione difficile da mettere in pratica, ma risolutiva.

Cosa accadrebbe poi non è dato saperlo, ma di certo la guerra si fermerebbe in tempi relativamente brevi.

Ma saremo disposti, noi e i tedeschi, a un simile sacrificio (che tra l’altro alla fine ci impoverirebbe)?

Bisognerà farlo, se vogliamo salvare quella democrazia piena di colpe e limiti, ma riconosciuta da ogni occidentale che si rispetti (non da Orban o da Erdogan, per intendersi) come il minore dei mali.

E poi la pace è tutto.

La mia è ovviamente un’opinione, ma stavolta forse qualcosa di più.