Pd, Arezzo 2020 e Movimento 5 Stelle: un fondo anti-crisi per lenire il caro-vita e sostenere famiglie e imprese.

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“Usiamo i 13 milioni di avanzo di amministrazione: se non ora quando?”

Istituzione di un fondo anti-crisi a sostegno del reddito di famiglie e imprese. Lo chiedono con una mozione, all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, i consiglieri comunali Pd, Arezzo 2020 e Movimento 5 Stelle.

“Da vari esercizi finanziari – ha esordito Alessandro Caneschi – il Comune di Arezzo ha un bilancio in attivo con un ingente ‘segno più’ progressivamente incrementatosi e sostanzialmente ingessato. È in situazioni di crisi come l’attuale che si utilizzano soluzioni di emergenza per contenere le spese che gravano su famiglie, associazioni e imprese”.

L’impegno per sindaco e giunta va dunque nella direzione di un fondo anti-crisi per l’anno 2023 per utenze domestiche, spesa alimentare e spesa per l’energia, allo scopo di assorbire gli effetti del caro-vita. Le risorse economiche per sostenere tale strumento dovrebbero essere reperite proprio dall’avanzo di amministrazione.

E ancora: sollecitare, in sede Anci e Upi misure a sostegno delle famiglie e dei genitori come, ad esempio, la rimodulazione dell’Irpef, costituire un tavolo di crisi con le associazioni di categoria, i rappresentanti delle associazioni di volontariato e le sigle sindacali, sensibilizzare la popolazione al minor consumo di energia, reperire risorse per dare vita a comunità energetiche e a ogni possibile soluzione che comporti la riduzione dei consumi di energia, dall’implementazione delle rinnovabili alla riconversione “ecologica” di aree industriali abbandonate.

“In questa fase storica – ha sottolineato Donato Caporali – la situazione delle famiglie è aggravata dai tagli al welfare e dalla mancanza di lavoro. Si aggiungono un sistema fiscale non adeguatamente commisurato ai nuclei con figli a carico, la difficoltà di conciliazione tra vita lavorativa e vita affettiva, i costi delle abitazioni, i carichi di responsabilità che gravano su chi cura e assiste i parenti anziani e malati. Il quadro macroeconomico è noto e caratterizzato da una crescita dell’inflazione a livelli che non si registravano dal marzo 1986 e da elevati prezzi dei beni energetici che riverberano le loro conseguenze sui costi di beni e servizi e sulle bollette. C’è stato anche il Covid con la sua ‘onda lunga’. Di tutte queste sfaccettature avevamo preso atto sia nel programma elettorale del 2020 sia presentando emendamenti ai bilanci del 2021 e del 2022 di contenuto simile alla mozione e che sono stati respinti dalla maggioranza”.

“Analogo destino – ha ricordato Giovanni Donati – hanno ottenuto le proposte a favore delle associazioni sportive”.

“L’avanzo di amministrazione è di 13 milioni – ha dichiarato Francesco Romizi – una cifra oggettivamente importante. Di conseguenza, le nostre proposte vantano sostenibilità finanziaria. La domanda in fondo è semplice: se non ora quando? Usiamo questi euro, ad esempio, per le famiglie delle case popolari di piazza Andromeda che dalla primavera scorsa devono far fronte a costi delle utenze insostenibili a cui, dinanzi alle loro difficoltà ad adempiere, sono seguiti addirittura i provvedimenti di sfratto da parte di Arezzo Casa. Sono mesi inoltre che proponiamo studi di fattibilità sulle comunità energetiche e in merito esiste un atto di indirizzo messo in naftalina dopo la sua approvazione avvenuta addirittura all’unanimità oltre un anno fa”.

“Le nuove povertà ad Arezzo sono certificate dall’ultimo rapporto Caritas – ha aggiunto Donella Mattesini – con la fascia dei quarantenni con figli minori a carico in grande difficoltà. I 13 milioni che restano inamovibili a questo punto sono un segnale d’insensibilità per i destini di molti cittadini. La povertà, peraltro, non è solo economica ma educativa, è una povertà di spazi sociali che genera fenomeni degeneranti come la violenza giovanile. Che Arezzo sia con Palermo la provincia italiana con il più alto tasso di abbandono scolastico, è un segnale che non può essere trascurato”.

Francesco Zagami del Movimento 5 Stelle: “il patrimonio edilizio residenziale pubblico è totalmente privo, ad esempio, di tecnologie fotovoltaiche che potrebbero essere utili ad abbassare le bollette di quei condomini e restituire dignità alle persone che vi abitano. Ovviamente non si sistemano le coperture di molti edifici in un giorno ma se non s’investe sul futuro con un progetto coraggioso di lungo respiro non s’intravedono spiragli per un’inversione di tendenza. Pd, Arezzo 2020 e Movimento 5 Stelle stanno lavorando su un atto di indirizzo per il reddito energetico che permetterebbe di abbattere i costi delle bollette per le famiglie e le aziende in difficoltà”.

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