Onestà e coraggio

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Il presidente della Repubblica, dal 1978 al 1985, Sandro Pertini è figura forse poco nota alle attuali generazioni, ma sicuramente è stato uno dei protagonisti della guerra civile che ci porta a festeggiare il 25 aprile come festa della liberazione. Una data che nel corso dei decenni ha modificato le proprie caratteristiche passando dalla celebrazione della resistenza a una forma più ampia che risultasse meno divisiva per il popolo repubblicano.

A Pertini certo si potevano contestare certi atteggiamenti, ma non si poteva contestare il sacrificio enorme che personalmente aveva offerto contro il fascismo sino ad essere protagonista nella caduta di quel regime anti libertario.

Da presidente della Repubblica raccolse grandi entusiasmi e introdusse alcune delle caratteristiche che tutt’oggi rendono l’istituzione della presidenza fra le più apprezzate dal popolo italiano.

Durante la visita di una scolaresca Pertini cantò l’elogio delle due qualità che riteneva centrali nella vita di un uomo, ancor più se politico: onestà e coraggio.
Onestà reale, ma anche intellettuale nel riconoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato, il coraggio di agire.

Riferito al popolo italiano che per vent’anni era stato sotto Mussolini, si potrebbe dire che quella dote era effettivamente diffusa solo fra poche decine di migliaia di persone. Che furono in grado di sovvertire quella dittatura che pure aveva raccolto anche 10.000.000 di voti a favore.

Pensando ai politici attuali o recenti sono pochissimi i casi in cui onestà e coraggio vanno a braccetto.

Proprio ieri leggevo che la una volta presidente della camera signora Irene Pivetti, eletta nelle file della lega nord e nota per essere la vergine pronta al sacrificio per il dio padano, è tornata agli onori della cronaca. La signora Pivetti è presidente dell’associazione Italia-Cina, considerato che la Cina è sempre stata invisa alla lega nord non può stupire lo strano rapporto. E’ amministratrice delegata della società che si chiama Only Italy, -Solo Italia-, così si immagina che tale figura con un importante passato istituzionale abbia profondamente a cuore l’italianità. Niente di più falso, leggo che alla signora Pivetti è stato contestato il sequestro di mascherine prodotte in Cina, importate con certificato di conformità falso; quella ditta ha sede a San Marino.

Direi che onestà e coraggio lì non albergano.

Mi sono chiesto come queste qualità si applicassero agli ultimi sindaci del Comune di Arezzo: secondo me -ad essere fortunati- si riconosce una sola qualità, mai tutte e due insieme. Pensate a Ricci, Lucherini, Fanfani. Circa Ghinelli dobbiamo aspettare l’esito delle inchieste giudiziarie per capire se l’onestà alberga ora a Palazzo cavallo. Circa il coraggio io non ce le vedo, ma ovviamente è giudizio personale. Leggo però il titolo di un quotidiano locale che riassume con “disegnerò l’Arezzo della fase 2” le intenzioni dell’attuale sindaco. Patetico tuttavia leggere due righe sotto la affermazione “premetto che la capacità di incidere di un sindaco è modestra, deve sottostare ai decreti nazionali e alla Regione”.

Come al solito si dà la colpa agli altri delle proprie mancanze.

Comunque la ricostruzione del tessuto cittadino non può essere in questi tempi appannaggio del podestà, deve essere visione corale, salvo altri siano i motivi che possono muovere verso la scelta elitaria.

Da cui deriva la sgradevole demonizzazione della opposizione, ricordo che Ghinelli è risultato sindaco grazie a qualche centinaio di voti, un modesto scarto che gli dovrebbe far ricordare che è il sindaco di tutti, non solo della sua parte politica.