Nazista a chi? Come vogliamo comportarci con quel “signore”?

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Qualche giorno fa lo zar della grande Russia ha detto che in Ucraina sono nazisti e drogati. Il capo della Chiesa ortodossa russa ha fatto una sparata contro i gay in sospetto accoppiamento di sostegno alle buone ragioni della guerra (sic!). Poi le forze armate russe, impegnate in una “operazione speciale”, hanno colpito l’ospedale pediatrico di Mariupol.
Mentre l’Occidente sta a guardare, pensando che le sanzioni possano portare ad un cambio di rotta. Ma ci credo poco, oggi hanno interrotto un servizio televisivo dai teatri di guerra e dal dramma dei civili in fuga con la pubblicità della acqua che fa fare “plin plin”: paradossale quando contemporaneamente sappiamo che là manca l’acqua potabile.
L’inutile istituzione Nazioni Unite (ricordo che quei paesi che siedono nel consiglio di sicurezza possono bloccare da soli il voto dell’intera assemblea), quella cosa farlocca che è l’Unione europea dove Malta vale quanto l’Italia (una stupenda anticipazione di quel uno vale uno che ha costretto il nostro paese a recenti anni di follia governativa) risultano completamente inutili. Tant’è vero che le mediazioni sono affidate alla Turchia ed alla Cina, nazioni la cui democraticità scintilla, una si porta dietro le situazioni curda e armena, l’altra ha preferito la pulizia etnica degli iuguri e si appresta a copiare la Russia per mangiare Taiwan.
In tutto questo il nostro paese è impantanato in una folle corsa alla conversione energetica in mancanza di una politica energetica degna di questo nome, visto che oltre il 40% del gas viene dalla Russia, incapace di mettere a frutto quello che il sole potrebbe darci tramite i pannelli fotovoltaici, eppure capace di farsi schiacciare dalla commissione europea nella corsa alla mobilità privata elettrica i cui costi ricadranno soltanto sulla cittadinanza. Abbiamo speso 10 milioni di euro per i due fucilieri di marina che hanno ucciso due pescatori in India, ma non siamo capaci di mandare due fucilieri in Ucraina a proteggere le donne e bambini. E sono tutti a dire che non si può creare la “no fly zone” su quelle città perché sennò rischiamo una guerra globale: allora iniziamo col tirarci giù i pantaloni e a fare l’interesse dei petrolieri americani, dei nuclearisti francesi e dei nazionalisti ex sovietici. Quando si parla di nazioni come quelle (Russia ed Ucraina) il nazionalismo supera ogni livello di ragionevolezza: io non credo che nell’est dell’Ucraina quei gentiluomini del battaglione Azof si siano comportati come educande. Gli interessi della Nato (che non sono quelli di Italia) hanno fatto sì che certe situazioni venissero insabbiate. Mentre nella Grande madre Russia -potete contarci- la televisione gli aveva dato grande spazio tant’è vero che per la popolazione russa questa è una operazione salvataggio dei loro confratelli russofoni. Ma noi sappiamo che questa è cosa che sempre esistita, ottant’anni fa l’hanno vissuta i nostri nonni. Solo che bisogna riuscire ad andare avanti, superare quell’accecamento che gli uomini subiscono ogni tanto: ma andare avanti può voler dire andare indietro, io credo che la soluzione non sarà nell’acqua che fa fare plin plin. Bisogna accettare di soffrire. E non accettate che ai virologi si siano sostituiti gli ex generali con la stessa percentuale di previsioni corrette. A proposito, il covid sembra sparito oppure più semplicemente l’unico che aveva ragione era Crisanti che qualche settimana fa affermò occorreva abituarsi alla sua presenza endemica con 40.000 morti all’anno. Come in Ucraina.