MPS condannata a pagare un milione di euro ad un imprenditore agricolo

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Ma allora c’e’ veramente un giudice a Berlino! O meglio, nel caso che vi stiamo per raccontare il giudice e’ molto piu’ vicino a noi, precisamente al Tribunale di Arezzo. La famosa espressione “Ci sarà pure un giudice a Berlino” oppure “esiste dunque un giudice a Berlino” è stata mutuata da un’opera di Bertold Brecht nella quale si narra la storia di un mugnaio che lotta tenacemente contro l’imperatore per vedere riparato un abuso. Tornando ai giorni nostri, il verdetto emblema della giustizia che trionfa sempre, e’ stato emesso pochi giorni prima di Natale da Leila Nadir Sersale. La giudice, ad Arezzo da pochi mesi, ha dichiarato nullo un contratto di mutuo nel quale sono stati ravvisati vizi tali da renderlo alla fine “perverso”, illegittimo.

Il verdetto in termini pratici, condanna il Monte dei Paschi di Siena a risarcire il titolare di un’azienda agricola di Arezzo con oltre un milione di euro per un mutuo contratto nel 2010 con la banca. Una vittoria che e’ la metafora della lotta di Davide contro il gigante Golia nella quale i ruoli ricoperti dai protagonisti della storia arrivata in Tribunale sono facilmente riconoscibili. Con la storica sentenza, Mps è stato condannato al rimborso dell’intero capitale, alla liquidazione degli interessi legali a tasso maggiorato ed al pagamento delle spese processuali e di consulenza tecnica. Il verdetto adesso apre la strada ad altri soggetti che si sono ritrovati loro malgrado a pagare cifre folli alle banche, soggetti privati e pubblici come diversi Comuni, che nel tempo hanno aderito a strumenti finanziari poi rivelatesi delle vere e proprie ghigliottine.

Per la cronaca, la storia del detto “Ci sarà pure un giudice a Berlino” è la seguente. A Potsdam, vicino Berlino, l’imperatore Federico II di Prussia voleva espropriare il mulino di un mugnaio per abbatterlo. Si trattava chiaramente di un abuso in quanto il motivo consisteva nel fatto che il mulino danneggiava il panorama del suo nuovo castello di Sans Souci. Pur di averla vinta, l’imperatore non esitò a corrompere tutti i giudici e tutti gli avvocati a cui il mugnaio si rivolgeva. Con grande tenacia, il mugnaio riuscì a trovare un giudice onesto che lo aiutò a vincere la causa. Ecco perchè si usa l’espressione per dire che, alla fine, la giustizia trionfa comunque.

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