Moratti e dintorni

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Letizia Moratti
Moratti e dintorni
Giorni fa ho letto un editoriale su Domani, firmato dal suo direttore, relativo alla discesa in campo di Letizia Moratti. Riassumendo, grossolanamente, mi sembra sostenesse che il PD avrebbe dovuto cogliere la palla al balzo e costruire una grande alleanza attorno alla candidata Moratti per il rinnovo del Consiglio Regionale Lombardo..Avrebbe potuto così battere la destra di Meloni e Salvini.
Devo dire che in quel momento ho quasi condiviso il ragionamento. Effettivamente una santa alleanza di quel genere avrebbe potuto vincere le elezioni n Lombardia.
Ma sarebbe stata credibile e fattibile una tale scelta?
Comunque ci ha pensato il mio omonimo Matteo (Matteo Renzi) a rendere immediatamente impossibile tale progetto. E la Moratti ci è cascata, ingenuamente?! Come avevo previsto, non appena la Moratti ha scelto di dimettersi e candidarsi in proprio, immediatamente Renzi (con il calessino Calende) si è precipitato a mettere il suo cappello sull’operazione, candidando la Moratti per il terzo polo.
Il caro Matteo (Renzi) è nato rottamatore e tale resta. A lui non interessa, in questi tempi di miseri slogans, tanto vincere le elezioni, ma rottamare il PD, dividendolo e dilaniandolo. Male che vada, comunque acquisterà punti nei confronti del centrodestra (cui mi sembra sia sempre più vicino), nei confronti del quale potrà sempre rivendicare di avergli fatto riconquistare la Lombardia
E’ chiaro che la Moratti, nel momento in cui è diventata la candidata del terzo polo, ha reso impossibile la grande coalizione da Lei ipotizzata.
D’altra parte, diciamolo con chiarezza, la Moratti sarebbe potuta essere digeribile da gran parte dell’elettorato di centrosinistra?.
E’ vero che abbiamo la memoria corta, ma ricordiamo le scelte malsane della Ministra Moratti sulla scuola pubblica?
Casualmente mi è tornata tra le mani una pagina dell’Unità del 15 febbraio 2004 (Girotondo intorno alla Moratti). A Milano circa 40mila genitori , docenti e studenti invadono, spontaneamente, la città contro la riforma Moratti, che tagliava ore di lezione a molte materie, eliminava il tempo prolungato, riducendo la funzione educatrice e formativa della scuola pubblica. Insomma, l’importante era risparmiare. Tanto poi chi ha quattrini può sempre andare alla scuola privata!. In barba al merito tanto esaltato in questi tempi della politica ridotta a meri slogan. Si dirà che quella era la situazione di un secolo fa, che oggi viviamo in un’altra stagione. Tutto vero. Ma i problemi restano, anzi sono aggravati. E la battaglia per una efficiente scuola pubblica (come per la sanità pubblica) è sempre più attuale. Ed è uno dei temi che una sinistra seria dovrebbe riprendere .
Può un personaggio come la Moratti, con quel trascorso, essere credibile per il popolo del centrosinistra?. (Sempre ammesso che questo popolo esista ancora)
Può andar bene per i tatticismi furbeschi renzicalendiani, Non certo per un progetto politico che dovrebbe mirare a conquistare la Lombardia, che avrebbe bisogno di una svolta dopo il disastro Fontana.
Mi meraviglio che un donna di esperienza come la Moratti non abbia capito il pericolo del caloroso immediato abbraccio del terzo polo, che le avrebbe impedito qualsiasi possibilità di una coalizione più larga.
Potrò sbagliarmi ma la sua sconfitta sarà comunque ben valorizzata dal mio omonimo, che presenterà il conto al centro destra per aver contribuito alla conferma della loro guida alla Regione Lombardia.
Ovviamente io spero che. miracolosamente, le cose vadano diversamente, Mi augurerei un risultato americano, che smentisca i sondaggi. Ma so di sognare.
Però credo che non sarebbe male se qualcuno ricordasse chi è la Moratti, quali siano state le sue scelte da ministro della Istruzione del Governo Berlusconi. Sarebbe una giustificazione sufficiente a dire no alla Moratti anche da parte del PD e del centrosinistra
Giorgio Renzi

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