Mentre il Covid rilancia, ad Arezzo si festeggia nella bolgia…

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La pandemia di Covid 19 è tutto men che superata. Certo, i decessi non sono più quelli di qualche tempo fa, ma stanno rimontando posizioni, così come i ricoveri in terapia intensiva. I vaccini di chi non ne ha fatti tre calano di efficacia mentre il virus, nelle sue varie forme, non cede ancora.

Abbiamo infatti scoperto, senza ragionevoli dubbi, che i vaccinati hanno un vantaggio notevole su coloro che non si sono sottoposti alla punturina indolore, ma anche che l’immunizzazione è lontana dal coprire seriamente omicron e chissà quali altre varianti future.

A uno a uno i comuni italiani stanno annullando le manifestazioni di piazza delle prossime festività per evitare un boom di contagi, ma ad Arezzo cosa succede?

Abbiamo un’amministrazione comunale che elimina la festa in piazza di Capodanno, ma plaude a quella che è forse la maggior concentrazione di persone in Italia in questo periodo, quella di Arezzo Città del Natale con il mercatino tirolese organizzato da Confcommercio, insieme a quelli delle piazze San Iacopo, Risorgimento e Guido Monaco. Mettiamoci anche i banchi sotto i portici e al parco del Prato e abbiamo fatto il pieno. Il pieno di visitatori che riempiono alberghi, ristoranti e bar, le varie attività commerciali del centro, ma che potrebbero lasciare il segno dalle nostre parti.

Naturalmente speriamo di no, ma qualcosa ci dice che rischiamo di pagarla cara, più di quanto non renda nelle casse aretine (di duecento fortunati su centomila abitanti) l’impressionante flusso di persone alla ricerca di festa con assembramento.

Non facciamo l’errore di pensare che “basta, non ne possiamo più, quindi facciamo come più ci piace”. Non ci sono le condizioni per un comportamento del genere e semmai c’è motivo per non andare ad alimentare la bolgia. Almeno noi aretini cerchiamo di non affollare troppo piazza Grande e dintorni in questi fine settimana. Ad Arezzo abbiamo la fortuna di abitarci sempre e possiamo di certo godercela di più in altri momenti, quando non si presentano duecentomila persone in un giorno…