Mascherine gratis dalla Regione, come distribuirle?

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Mi sia concesso una riflessione da comune cittadino, che ancora crede che gran parte del popolo di cui si sente parte, sia dotato di senso di responsabilità ed equilibrio.

Prima di disperdere inutilmente un bene considerato così importante in una distribuzione a pioggia, cercherei di ottimizzare il risultato finale

Prima di tutto affiderei a Poste Italiane la consegna a domicilio di “almeno” due mascherine per ciascuno degli anziani con più di 65 anni, ritenuti più bisognosi di protezione dai contatti sociali e ai quali si fanno maggiori invocazioni e suppliche di non uscire di casa.
Il loro elenco e i loro indirizzi sono immediatamente disponibili per l’amministrazione, potendo essere stampati meccanicamente su busta in poche ore. Inutile mandare al giro persone in piu’, quando con pochi spiccioli si potrebbe risolvere il problema. Casomai sentirei Poste Italiane per un accordo al volo. 

Mentre istituirei un numero di telefono per raccogliere le richieste dei cittadini impossibilitati a dotarsi in proprio di mascherine, a cui farle giungere rapidamente. Manterrei alta l’attenzione sulle comunità, sulle case famiglia, sui pensionati.

Consegnare 2 mascherine a chi ne possiede già una buona scorta per personale previdenza o per capacità di approvvigionamento, non mi pare cosa sensata.

Io – per esempio – ne potrei fare a meno volentieri a favore di chi non ne possiede.

La mascherina non è un bene da accaparrarsi, ma il valore e la sensibilità di un popolo si dovrebbe riconoscere nel senso di responsabilità nella gestione di un bene di tutti e dall’attenzione a chi è in difficoltà.

Mi preoccuperei anche degli operatori degli esercizi commerciali e artigianali esposti ai contatti fisici coi loro clienti.
Mi terrei in stretto contatto con le loro associazioni che potrebbero rilevarne le carenze e segnalarle all’amministrazione, eventualmente provvedendo alla consegna.

Se dopo tutto questo dovessero avanzarne, mantenere una scorta, magari per destinarla in caso di vera necessità ed emergenza alle RSA, agli operatori sanitari (adesso pare ci siano, ma la formichina visse piu’ a lungo della cicala) la cui opera è vitale per tutti, sarebbe operazione saggia e sensata.