LETTERA DI ZELENSKY AGLI EUROPEI (Versione per l’Italia)

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Cari europei,
innanzitutto voglio scusarmi per il fatto che ci siamo fatti invadere, so che la cosa vi procura dei fastidi come dice la vostra combattiva europarlamentare Donato. Capisco le lamentele che vedo sui vostri social, tipo: “dopo la pandemia ci mancava solo la guerra”. Vi assicuro che essere bombardati ogni giorno procura qualche fastidio anche a noi. Spero crediate almeno a questo.
Ascolto imparando un sacco di cose quando i vostri intellettuali criticano aspramente i miei messaggi se uso qualche espressione fuori luogo. Spero sia un’attenuante il fatto che in questo momento io sono l’uomo politico più sotto pressione del pianeta. Infatti, oltre al piccolo disagio per il fatto che stanno massacrando il mio popolo, dormo tre ore a notte, bande di ceceni e altri mercenari assortiti mi cercano per uccidermi e ogni santo giorno che mi sveglio devo pensare a come elemosinare aiuti per i miei cittadini senza irritarvi troppo.
Mi scuso se data la mia inesperienza ho osato chiedere una no-fly zone. Ma vi prego di mettervi nei miei panni: quando ogni giorno ti arrivano notizie di donne stuprate, civili uccisi con un colpo alla testa, bambini che muoiono per mancanza di cure o sotto le bombe e città assediate dove la gente muore di fame, uno perde la testa. Però avete fatto benissimo a bacchettarmi.
Non ho capito bene l’automatismo per cui scoppierà automaticamente la guerra nucleare se solo mi mandate qualche carro armato decente o se qualche vostro pilota volontario viene a darci una mano, magari portandosi dietro l’aereo (capisci a me). Ma poiché voi siete così certi e sapete tutto sarò io che mi sbaglio. Vi faccio solo umilmente notare che se accettate il fatto che non si può difendere uno stato perché se no un dittatore si innervosisce e bluffa con il ricatto nucleare, allora vedo un futuro piuttosto cupo. Perché certi furboni poi queste cose se le ricordano.
Mi scuso in particolar modo col vostro eccellente prof. Orsini per l’eccessiva veemenza con cui noi ucraini ci stiamo difendendo invece di arrenderci. Mi dicono che sia tanto preoccupato per i nostri bambini, lo siamo anche noi, lo giuro. Purtroppo siamo gente semplice e ignorante che non capisce la complessità. A noi bifolchi da istintivamente fastidio farli crescerli sotto una dittatura per i prossimi 10, 20 o 30 anni. Proprio adesso che stavamo cominciando ad assaporare il profumo della libertà.
Mi rendo conto, come sottolinea il vostro bravissimo Antonio Padellaro, che resistendo ai simpaticissimi fratelli russi creo dei problemi a voi e agli americani, che sono prigioniero del mio eroismo e che senza di me la cosa si sarebbe potuta accomodare. Altri dicono il contrario, cioè che Biden ha tutto da guadagnare da questa guerra e che io sono un suo fantoccio. Attendo che vi mettiate d’accordo.
Un grazie di cuore per come state accogliendo i nostri profughi, mi vengono le lacrime agli occhi se solo ci penso. Certo, il vostro coltissimo Luciano Canfora, che giustamente venerate perché è un’intelligenza superiore, non crede che siano milioni perché a lui non gliela si fa. Grazie lo stesso, fossero anche poche decine.
La sera mi diverto un sacco a guardare i vostri talk dove persone intelligentissime continuano a ripetere che “in guerra la prima vittima e la verità” (che bella frase).
Siete molto interessanti quando analizzate le foto della donna di Mariupol o quelle dei corpi martoriati di Bucha. Siamo lusingati di queste attenzioni. Dite pure a Freccero e Capuozzo di non darsi troppa pena per dei singoli episodi. Sono certo che i vostri inviati di guerra potranno confermarvi che di orrori e crimini di guerra gli ucraini ne stanno subendo a migliaia. Non fissatevi sul singolo episodio come se da esso dipendesse il vostro giudizio definitivo. Per esempio vi confermeranno che da molti giorni 150.000 civili senza cibo, acqua, medicinali ed elettricità sono richiusi come degli animali a Mariupol, dove i fratelli russi non lasciano avvicinare neanche la Croce Rossa: stanno morendo come mosche tra le macerie.
Vi ringrazio per l’unanime condanna a quel monello di Putin (ché se lo chiamo criminale poi dite che voglio un’escalation). Siete davvero amanti della complessità quando esordite nei vostri discorsi con frasi come “Premetto che Putin è l’invasore e ha sbagliato ma…” e poi per 20 minuti parlate solo degli errori di noi ucraini o della NATO. Abbiamo molto da imparare noi sempliciotti.
Non ho capito bene la vignetta di Vauro che rivendica il diritto di dire che gli sto sui coglioni, come se qualcuno gli negasse questo diritto. È buffo che proprio voi che avete la massima libertà continuiate a lamentarvi di essere censurati. Ma devo ancora prendere dimestichezza con i meccanismi dell’umorismo occidentale.
Un salutone all’ANPI che graziosamente non ha mai accusato noi ucraini di questa guerra ma ha sempre conservato una perfetta equidistanza. Sono quasi 80 anni che combattono il fascismo e poi quando si ritrovano un dittatore fascista in carne e ossa non lo sanno riconoscere, ma sono certo che tutto si riconduca a quella complessità che a noi sfugge.
Un bacione alla preparatissima professoressa Di Cesare insieme alle nostre scuse. Non sapevamo che la parola “Resistenza” fosse un marchio depositato, non la useremo più, lo prometto. I nostri avvocati però ci hanno detto che possiamo usare il verbo “resistere” e ciò ci riempie di gioia.
Un ultimo ringraziamento ai vostri analisti che ci spiegano che l’unica soluzione è una trattativa di pace, “Grazie ar ca**o, non ci avevamo pensato” ha esclamato un mio collaboratore. Perdonatelo è un sempliciotto.
Vi lascio con una frase che ho letto su Facebook e che forse sarà un po’ retorica: se i russi smettono di combattere finisce la guerra, se gli ucraini smettono di combattere finisce l’Ucraina.
Rinnovo le scuse per il fatto che sto cercando di mantenere alto l’umore del mio popolo massacrato dalle bombe con qualche frase retorica di troppo. Vi prego, guidatemi voi che sapete come comportarsi in questi casi. E sopratutto non abbandonate il mio popolo solo perché vi sto sulle palle o ho dei limiti personali. Vi assicuro che non è facile. Ma anche a buttarla sulla pura simpatia, davvero quello che sta al Cremlino vi sta così simpatico?
Sinceramente vostro
Volodymyr Zelensky