Leggi, comportamenti ed introspezioni

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Viviamo in un mondo di Leggi, che esse siano umane, divine o sociali.

Queste ci spingono ad agire in un modo o nell’altro, tale che nemmeno noi sappiamo dire cosa sentiamo sia giusto fare o no.

La Legge divina, la legge umana, il senso comune ci dicono cosa dobbiamo o non dobbiamo fare. Con ciò si esaurisce qualsiasi cosa. Non ci è concesso il guardarsi dentro e comportarci di conseguenza, perché potremmo andare contro il senso comune, la Legge, o il gruppo religioso a cui apparteniamo. Guardarsi dentro crea conflitti interiori e dissonanze cognitive (1). Perciò evitiamo di farlo.

Quando pensiamo di compiere un’azione talvolta non agiamo, o agiamo in un tal senso, perché temiamo le punizioni per le nostre azioni. Che tale azione sembri a noi giusta oppure no, non importa. Il rispetto della Legge o del senso comune ci spinge ad agire.

Per alcuni, la Legge di Dio, il giudizio al termine delle nostre vite, ci spinge a comportarci in un certo modo per paura o per desiderio delle conseguenze o ricompense ultraterrene.

La Legge dell’uomo, per altri, spinge a certe azioni, o non-azioni, per non andare incontro a spiacevoli conseguenze.

Il senso comune vuole che facciamo una certa cosa, o esprimiamo una certa idea, per essere socialmente accettati.

È un fattore esterno, non interno, che ci motiva ad un’azione (2). Forse è meglio così, a pensarci bene. Forse non ci comporteremmo tanto bene se fossimo completamente liberi.

Ad ogni modo, il guardarsi dentro è una pratica piuttosto disagevole ed è spesso molto più facile rifugiarsi nell’ipocrisia e nella massa, senza farsi troppe domande. Chi si distingue su questo è escluso, emarginato, pregiudiziato.

Riconosco ad ogni modo alle religioni la ricerca della bontà e delle buone azioni. Forse, senza di esse, il mondo degli uomini sarebbe caotico e malvagio.

Spesso, peró, il compromesso tra ciò che si deve e ciò che si vorrebbe fare è notevolmente sbilanciato in favore della prima spinta, ciò che si deve e ciò che si teme sia socialmente rifiutato. Questo genera ansia, demotivazione, confusione interiore. Si é infine depressi se non si é capito cosa ci avrebbe reso felici, essendo finiti come intrappolati in strade piene di segnali di divieto.

È un cammino difficile, il guardarsi dentro. Molti non scelgono questa strada.

Francesco Santini.

https://www.psicologiaintoscana.it/

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Dissonanza_cognitiva
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Locus_of_control