Le Acli chiedono il rispetto del referendum per la gestione pubblica dei servizi

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Le Acli chiedono il rispetto del referendum per la gestione pubblica dei servizi

L’associazione esprime preoccupazione e opposizione verso la creazione di una multiutility regionale

Le Acli di Arezzo e Siena invitano le amministrazioni comunali a mantenere controllo e territorialità

AREZZO – Le Acli di Arezzo e di Siena chiedono il rispetto del referendum del 2011 a favore del mantenimento della gestione pubblica dei servizi. La richiesta è conseguente alle preoccupazioni per la determinazione dimostrata dalla Regione Toscana verso la realizzazione di una multiutility regionale per la gestione di ambiti essenziali di acqua, luce, gas e rifiuti che tradisce gli stessi esiti del voto di undici anni fa.

L’associazione invita le amministrazioni comunali a mettere in campo ogni sforzo in ambito istituzionale per scongiurare la deriva privatistica e per tutelare il controllo pubblico e la vicinanza ai cittadini e, allo stesso tempo, presenterà il problema in una lettera aperta indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in cui verrà richiesto di intervenire per imporre il rispetto del referendum. Le Acli, inoltre, chiedono l’organizzazione di dibattiti pubblici sul tema con il coinvolgimento diretto dei cittadini, delle associazioni e del mondo sociale per dar vita a una fase di confronto necessaria per tornare ad ascoltare i territori a distanza di undici anni dal voto. La creazione di nuove multiutility si pone in opposizione ai dettami costituzionali e alla volontà espressa dagli elettori attraverso operazioni che, al contrario, allontanano la gestione dei servizi essenziali dal controllo dei cittadini e dei loro rappresentanti. «La creazione di queste multiutility – ribadiscono Luigi Scatizzi e Enrico Fiori, presidenti provinciali delle Acli di Arezzo e Siena, – risponde a logiche finanziarie e di profitto lontane dagli interessi dei cittadini. Alcune recenti privatizzazioni hanno portato inefficienze e malumori ma, soprattutto, non hanno raggiunto gli obiettivi di riduzione dei costi e di diminuzione delle perdite. Il percorso da avviare dopo il referendum doveva essere chiaramente orientato verso la ripubblicizzazione dei servizi: la Regione Toscana sta contraddicendo la volontà degli elettori e passando sopra anche ai principi costituzionali della democrazia dei cittadini».

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