L’assessore Marco Sacchetti fa il punto sulle segnalazioni di cattivi odori in alcune frazioni

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assessore all’ambiente Marco Sacchetti

“Situazioni costantemente monitorata da tutti gli enti coinvolti. L’incidenza dei fattori climatici. Nessun collegamento con il termovalorizzatore di San Zeno”

A seguito della ripresa delle segnalazioni sui cattivi odori da parte di residenti delle aree di Chiani, Battifolle e Le Poggiola e dalle aree limitrofe a San Zeno, si è svolto in Comune un ulteriore incontro tra l’assessore all’ambiente Marco Sacchetti, i tecnici dell’ufficio ambiente, Arpat, Asl e la società Aisa Impianti per definire un protocollo condiviso tra gli enti e l’azienda che permetta da una parte di individuare le fonti, le cause e le circostanze in cui si verifica il problema odorigeno e dall’altra di adottare ogni possibile misura utile a prevenirlo.

“Innanzitutto è necessario sgomberare il campo dalle preoccupazioni che riguardano il termovalorizzatore – esordisce Marco Sacchetti – Arpat ha spiegato molto chiaramente che alla temperatura alla quale sono sottoposti i fumi qualsiasi sostanza odorigena viene distrutta. In altre parole, dal camino non possono sprigionarsi odori e si può escludere una connessione tra termovalorizzatore ed emissione di sostanze odorigene. Detto ciò, l’impianto di termovalorizzazione non ha rilevato alcuna anomalia in tempi recenti e meno recenti; l’emissione che si genera viene sottoposta a un sistema di monitoraggio continuo da parte dell’azienda, che  subisce rigorosi controlli esterni da parte di Arpat a cadenza programmata, compresi campionamenti per la verifica dei limiti imposti, come previsto dalla normativa vigente. Arpat precisa, inoltre, che durante il periodo estivo, si sono verificati dei malfunzionamenti delle porte di chiusura della zona adibita al compostaggio che verosimilmente hanno alimentato, in tale circostanza, le problematiche odorigene. Precisa, altresì, che il gestore è intervenuto tempestivamente e l’inconveniente, limitato ad alcuni giorni, è stato risolto ormai da tempo.

Tuttavia riconosco che la presenza di odori, soprattutto se persistente come segnalato, rappresenta un grave disagio che come amministratori non possiamo ignorare per cui abbiamo chiesto agli organi di controllo di elaborare assieme un piano di intervento che ci permetta di conoscere meglio un fenomeno estremamente complesso, perché discontinuo, legato alla sensibilità individuale e probabilmente a più di una sorgente odorigena presente sul nostro territorio”.

Dall’incontro è emersa la necessità di mettere in atto una campagna conoscitiva che permetta di stabilire i nessi di causa ed effetto ogniqualvolta si verifica il problema: dalle segnalazioni emerge infatti un quadro molto disomogeneo rispetto alla diffusione e al tipo di odore. Aisa Impianti nell’ottica di massima collaborazione intende supportare le necessità del territorio affidando a Gestione Ambientale, coadiuvata da una società specializzata e già protagonista di indagini sulla diffusione di odori in importanti siti di estrazione e raffinazione petrolifera, un piano di controllo per  andare a rilevare su scala reale,  con operatori specializzati e a intervalli regolari, la presenza di odori in un’ampia area che includa tutte le frazioni da dove provengono le segnalazioni, coinvolgendo anche le famiglie che con maggiore frequenza subiscono il disagio.

“Accanto a questo – spiega il direttore dell’impianto Marzio Lasagni – potremo implementare il monitoraggio degli odori con una rete di sensori in grado di eliminare il fattore di sensibilità individuale e di funzionare 24 ore su 24 in modo da correlare i rilievi odorigeni con i parametri meteorologici locali. La profonda conoscenza del fenomeno e delle circostanze in cui si manifesta permetterà di individuare le misure più opportune per prevenirlo e limitarlo. Nel frattempo però, considerato che il Sistema Aziendale della Qualità prevede un costante miglioramento dei parametri di processo ambientali, il consiglio di amministrazione ha già deliberato in autonomia un importante investimento per il potenziamento dei biofiltri dell’impianto di compostaggio ben oltre il dimensionamento richiesto dall’autorizzazione e ricordo che con l’inaugurazione della nuova linea di biodigestione prevista per il prossimo anno almeno la metà dei rifiuti organici sarà trattata in ambiente controllato senza scambi con l’atmosfera, riducendo ulteriormente la possibilità di emettere maleodoranze”.

Intanto pare che negli ultimi giorni con l’abbassarsi delle temperature la diffusione di odore sia attenuata e con essa le segnalazioni che da qualche giorno si sono interrotte.

“Ma ciò non deve rassicurarci – conclude l’assessore – perché il problema degli odori provenienti dalla gestione dei rifiuti e non solo, essendo molte le attività produttive e le pratiche agronomiche in grado di generare cattivi odori, è una componente dei repentini cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo e rappresenta un’ulteriore sfida per ogni territorio”.

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