L’aretino dell’anno? Naturalmente Alessandro Ghinelli, ma non per la rielezione

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In questi giorni sui quotidiani locali prende il via il toto nomi per eleggere l’aretino dell’anno. Al di là del risultato finale, probabile frutto di qualche “campagna elettorale” ben congegnata, mi permetto di indicare il giusto vincitore per il 2020. Ha toppato la candidatura per la presidenza regionale (probabilmente non avrebbe fatto peggio di Susanna Ceccardi… ), ma ha vinto con buon distacco la corsa al rinnovo della poltrona più importante di Palazzo Cavallo.

Da sindaco rieletto, quindi, ha fatto il suo capolavoro; Ghinelli ha infatti inventato il “tampone sierologico rapido” da somministrare agli studenti aretini non si sa bene come è perché.

Il test sierologico si fa pungendo un dito e leggendo il sangue del soggetto per sapere se è stato o meno attaccato dal covid 19 in passato.

Il tampone molecolare si fa infilando un cotton fioc in bocca e nel naso di un malcapitato per sapere se al momento dell’offesa è o meno affetto dal virus che ci sta sconquassando.

Lo stesso procedimento si usa per il tampone antigenico rapido che cerca nel muco qualcosa di diverso dal molecolare e la cui lavorazione è molto più veloce di quest’ultimo.

Al mondo solo Ghinelli ha saputo unire le tre prove in un unico “tampone sierologico rapido” e per questo merita certamente il premio per l’aretino (ma forse anche per l’italiano) dell’anno. Il nobel per la medicina appare obiettivo alla sua portata.