La politica in Italia, ormai si sa, è fatta più che altro di sparate pubblicitarie buone per noi popolo di gonzi…

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Riceviamo e pubblichiamo da un Lettore di Informarezzo

 

La politica in Italia, ormai si sa, è fatta più che altro di sparate pubblicitarie buone per noi popolo di gonzi. La folgorazione della nuova redazione di Informarezzo per le parole di Nordio ne è un esempio.
Qualcuno ritiene il governo di estrema destra mentre Nordio si è accorto che il codice penale è ancora, nominalmente, il codice Rocco firmato da Mussolini e lo vuole rivedere.
Come se il codice penale fosse quello del 1930, con la pena di morte, i reati che difendevano il potere economico dagli scioperi e dalle lotte dei lavoratori, il delitto d’onore, l’offesa alla religione di Stato, i reati di violenza sessuale concepiti come delitti contro la morale invece che contro la persona, solo per fare alcuni esempi di un codice che, per essere adeguato a una società democratica, è stato continuamente emendato con abrogazioni, sentenze della Corte Costituzionale, riformulazioni di reati, nuove previsioni, interpretazioni giurisprudenziali rielaborate alla luce delle norme costituzionali.
Come se non ci fossero state non so quante commissioni nominate per la revisione generale del codice, decadute con la morte delle varie legislature.
Ora c’è il Nordio che scopre questa acqua calda buona evidentemente per lasciare tanti a bocca aperta.
C’è bisogno di una revisione generale del codice penale? Forse sì, il problema è posto da decenni, dopo appunto le tantissime toppe approntate si può ipotizzare una revisione generale, come per esempio si fa quando si concepisce un Testo Unico che sintetizzi una normativa caotica divisa in una miriade di leggi. Ma il problema non è certo che si maneggia ancora il codice penale dell’epoca del duce.
Nordio vuole la separazione delle carriere? Io sono d’accordo, figuriamoci, la separazione delle carriere c’è persino al Saracino, non mi scandalizza, ma il problema secondo me è più teorico che pratico. Può accadere a volte che i giudici nei processi abbiano, per il rapporto di sostanziale colleganza, più considerazione dei Pm che dei difensori, come a volte può accadere il contrario, specie quando gli imputati sono “eccellenti”, o magari, che so, per semplice antipatia personale. Il codice Vassalli tuttavia ha instaurato un processo accusatorio dove le parti dovrebbero stare sullo stesso piano, e quindi sancire anche formalmente che la figura dell’accusatore sia tutt’altra cosa da quella del giudice sarebbe opportuno. Ma per favore, lasciamo perdere le sparate sulla prova calata dall’alto dal PM entità divina al vicino di scrivania, del giudice succube del PM, non è obbligatorio ripetere a pappagallo la propaganda delle reti e dei giornali berlusconiani.
A me in Italia il problema sembra questo: la destra concepisce il garantismo soprattutto a beneficio dell’intoccabilità delle classi dirigenti, politiche, economiche e amministrative, che si stracciano le vesti per le persecuzioni (che pur a qualcuno può capitare di subire come al resto dei cittadini), ma sono di fatto le più impunite tra quelle dei Paese più civili( basterebbe vedere le statistiche europee). Per altri tipi di utenti della giustizia il discorso più ricorrente e di successo che si sente a destra è “metterli dentro e buttare via la chiave!”. Infatti le carceri italiane sono una discarica sociale, di classe dirigente dentro non c’è quasi l’ombra, ne dovremmo dedurre che il nostro Paese è fortunato per la classe dirigente rispettosa della legge che ha, ma quasi tutti pensano il contrario.
La prima vera uscita rilevante di Nordio è sull’abolizione dell’abuso di ufficio. Un reato che è stato talmente “annacquato” negli anni da rendere chi incappa in una condanna una vera e propria mosca bianca, anche se i procedimenti non sono rari, pur finendo per lo più nel nulla per l’estrema difficoltà di dimostrarne la sussistenza. Tuttavia la nostra classe dirigente se ne lamenta molto lo stesso, perché anche incappare in un procedimento è certo una gran rottura anche se la condanna definitiva è un evento. Nordio, se ben ricordo, mi sembra che abbia criticato anche l’abolizione dell’immunità parlamentare. Leggo che la Meloni nel suo discorso d’insediamento ha invocato “più carceri”, e lo spirito guida non è quello di alleviare il sovraffolamento. Più carceri per chi?

 

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Effettivamente, caro Lettore,  dopo le sue parole ci sentiamo tutti un po’ piu’ gonzi, tuttavia dal suo commento possiamo dedurre che il suo pensiero abbia numerosi punti in comune con quanto espresso nell’articolo in questione. In fondo, par di capire che:
1) si’ il codice penale e’ risalente all’epoca del fascismo;
2) sarebbe l’ora di cambiarlo, anzi ci hanno gia’ provato senza riuscirci, almeno per ora;
3) il pm, nell’esercizio dell’azione penale, passa le richieste al vaglio del gip (giudice delle indagini preliminari) di frequente collega e amico di colazioni al bar, con esito delle stesse quanto mai scontato, ma tant’e’;
4) in carcere non ci va nessuno, o meglio non ci vanno i cosiddetti “colletti bianchi”. Vero. Perche?  Perche’ i giudici non ce li mandano (vedi il recente caso di Banca Etruria…) Le leggi ci sono, infatti, ma vengono applicate, o meglio interpretate, dai giudici con libero convincimento. Con buona pace del codice, delle leggi e della certezza del diritto.

E che dire della percentuale, la piu’ alta in Europa, di processi mai iniziati, stoppati in fase di indagini preliminari con la solita e retorica “richiesta di archiviazione”.  Basta seguire un po’ la cronaca per capire quanti casi di omicidio vengono frettolosamente archiviati come suicidio , senza fare le indagini e abusando della richiesta di archiviazione…(David Rossi, MPS, docet).

E quindi? Il problema puo’ mai essere l’ideologia di destra o di sinistra? No, il problema e’ che nel bel paese e’ tutto alla rovescia e sentire qualcuno, in questo caso un ministro della giustizia, che almeno a parole parla di cambiare qualcosa non puo’ che far esultare.

La redazione

 

 

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