La guerriglia al casello di Arezzo dell’autostrada fa ancora discutere. Nel mirino anche la gestione dell’ordine pubblico

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“Domenica scorsa circa 300 facinorosi riconducenti alle tifoserie di Roma e Napoli se le sono date di santa ragione in mezzo a una corsia dell’A1, nei pressi dell’area di servizio di Badia al Pino (Arezzo). La presenza di coltelli, bastoni, bengala, picconi addirittura, fa pensare a un atto premeditato, se non addirittura concordato, tra due fazioni antagoniste che si fronteggiano regolarmente da oltre vent’anni.” Lo scrive Francesco Stocchi, giornalista de Il Foglio.

E sul banco degli imputati questa volta potrebbero salirci anche le forze dell’ordine, colpevoli secondo alcuni, di non aver ben pianificato la gestione dell’ordine pubblico.

Stocchi ipotizza che con una gestione dell’ordine pubblico piu’ oculata forse le scene da guerriglia urbana in A1, con tutto cio’ che ne e’ derivato, forse non le avremmo mai viste. “La presenza di 6-8 agenti della Stradale e la decisione sbagliata di bloccare le uscite dell’autostrada, fermando i napoletani alla stazione di servizio in attesa del passaggio dei romanisti si è dimostrata scellerata” scrive il giornalista.

Ieri si e’ riunito l’Osservatorio per le manifestazioni sportive del Viminale che ha stabilito nessun divieto di trasferta per Napoli-Juventus del 13 gennaio, anche in considerazione della “vendita quasi ultimata dei tagliandi”.  Era stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a raccomandare all’organismo la “massima severità” in fase preventiva contro le tifoserie violente.

Intanto il giudice delle indagini preliminari di Arezzo ha scarcerato i facinorosi arrestati dalla polizia domenica scorsa. Le responsabilita’ individuali sono ancora da stabilire, ma quanto avvenuto alla stazione di Badia Al Pino deve essere tenuto ben presente nella memoria per evitare in futuro altri episodi del genere.

 

 

 

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