La compagnia Garbuggino-Ventriglia è in residenza artistica al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro

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La compagnia Garbuggino-Ventriglia è in residenza artistica al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro

Lunedì 21 novembre la prova aperta del loro nuovo lavoro:

DESIDERIO

progetto ispirato al film Stalker e alla poetica del regista Andrej Tarkovskij

È arrivata in città la compagnia Garbuggino-Ventriglia, fondata da Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia. Ospite dell’Associazione CapoTrave/Kilowatt, la compagnia è in residenza creativa al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro, per lavorare a un nuovo spettacolo: Desiderio, di e con Alessandra Cristiani, Silvia Garbuggino, Lorenzo Guerrieri, Gaetano Ventriglia, un lavoro ispirato al film Stalker e, in generale, alla poetica del regista Andrej Tarkovskij. La prova aperta al pubblico, al termine della residenza creativa, è lunedì 21 novembre (ore 21), al Teatro alla Misericordia.

Il lavoro conduce lo spettatore in un imprecisato territorio: la Zona. L’esercito mandato lì sparisce, non fa ritorno. Allora la Zona viene proibita, circondata con filo spinato e si spara su chiunque tenti di raggiungerla. Uno Scrittore e uno Scienziato sono accompagnati nella Zona dallo Stalker: un emarginato dalla società che solo nella Zona trova un senso alla propria vita, un puro in un luogo puro. Quando arrivano sono accolte dal silenzio e da una natura abbandonata che ha ripreso il suo posto nel mondo.

Dichiara la compagnia: “Proprio adesso, in questo tempo, sentiamo il desiderio ardente, così come Tarkovskij ha manifestato attraverso tutta la sua opera, di riconoscere l’uomo come essere spirituale e sensibile, la cui natura è il vibrare al contatto con l’invisibile. Come attori – performer la Zona sarà il luogo in cui essere disponibili a varcare quella soglia che separa e unisce un mondo e un altro mondo, e a indagare cosa è che cerca di trattenerci. Ci interessa di Tarkovskij la costante attenzione e il rimando all’arte figurativa, in particolare l’iconografia ortodossa e l’opera di Leonardo da Vinci per la loro capacità di comunicare direttamente alla nostra anima una visione luminosa e chiara e nello stesso tempo la capacità di porci di fronte al Mistero, a tutto ciò che non è univocamente decifrabile ma risuona emotivamente in noi, come il sopraggiungere di una musica lontana mai ascoltata prima che però conosciamo intimamente.

Teniamo come riferimento anche l’opera di artisti contemporanei quali Bill Viola. Suonato in scena da Gaetano Ventriglia, un sax che sembra venire da lontano: non è ancora un suono, ma soltanto un respiro, un fiato. Al centro è la possibilità del miracolo nelle nostre vite, il corto circuito trasformativo che questa dimensione è in grado di portare nelle esistenze degli esseri umani.”

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