La Cassazione annulla le condanna agli ex vertici di Etruria

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E poi gli italiani si lamentano che gli aumentano le bollette. L’Italia e’ ufficialmente il paese delle banane. In quale altro paese al mondo i responsabili di aver distrutto una banca, lasciando a bocca asciutta  i correntisti, non solo nemmeno fanno un’ora di carcere, ma addirittura vengono assolti, sentenza dopo sentenza, mentre il pm Roberto Rossi, che dovrebbe indagare, si fa dare un incarico dal governo?

Il paese che se le fatture false le fanno i genitori di Renzi allora va tutto bene e non e’ reato, ma se le fa un cittadino qualunque viene sbattuto in galera?

La legge NON e’ uguale per tutti, questo e’ acclarato.  La legge e’ uguale per quasi tutti perche’ da come viene interpretata cambia radicalmente il risultato a parita’ di legge! Non e’ il gioco delle tre carte, ma quasi.

Un gioco che si fa beffa anche dei 43 morti sul ponte Morandi, nessun colpevole anche li’ si e’ fatto un giorno di carcere. Anzi, li hanno pure premiati arrivando addirittura ad escludere la possibilita’ di chiedere i risarcimenti in sede civile per i parenti delle vittime!

Gli stessi giudici, o meglio non proprio gli stessi ma sempre giudici sono, che rigettano la richiesta di risarcimento ad una madre che ha perso la figlia nel terremoto dell’Aquila perche’, udite, udite “le vittime non fuggirono”!

Il paese e’ ufficialmente allo sfascio. Chiamate le forze dell’ordine se ne avete bisogno. Ops, sono impegnati a fare i controlli nei cantieri.

 


 

ANNULLATA  la sentenza, emessa dalla corte d’appello di Firenze il 13 febbraio 2020, che condannava gli ex vertici di Banca Etruria per ostacolo alla vigilanza: un anno e un mese di reclusione, pena sospesa, la condanna che era stata inflitta all’ex presidente Giuseppe Fornasari e all’ex dg Luca Bronchi.

I giudici di secondo grado aveva ribaltato la decisione del tribunale di Arezzo che aveva assolto Fornasari e Bronchi e anche l’ex direttore centrale della banca Davide Canestri, confermando solo per quest’ultimo l’assoluzione.

La Cassazione ha disposto un processo d’appello bis per Bronchi e Fornasari.

A Fornasari e Bronchi, difeso il primo dall’avvocato Nino D’Avirro e, il secondo da Carlo Baccaredda e Stefano Lalomia, l’accusa di ostacolo alla vigilanza è stata contestata dalla procura di Arezzo con riferimento alla cessione di immobili, in particolare quelli della società’ Palazzo della Fonte e per i presunti crediti deteriorati che non sarebbero stati contabilizzati correttamente ma come incagli e, quindi, ancora recuperabili.

Quello per ostacolo alla vigilanza è stato il primo procedimento nato dal crac di Etruria. In primo grado, nel novembre 2016, il gup del tribunale di Arezzo aveva assolto gli imputati perchè ‘il fatto non sussiste’ con riferimento al capo di imputazione relativo alla cessione di immobili, perchè ‘il fatto non costituisce reato’ per quello relativo ai presunti crediti deteriorati. Il pg all’udienza in Cassazione aveva chiesto il rigetto del ricorso dei difensori dei due imputati.

1 COMMENT

  1. Ma se quelli accusati vengono assolti o rimandati perché non si riaprono le indagini per cercare chi è stato, oppure si certifichi una volta per tutte che nessuno è responsabile del fallimento ma è il mercato che è responsabile ?

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