J-Ax incanta nella notte del Valdichiana Village

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L’artista racconta la sua vita e il rapporto con Fedez: “Sono state dette e scritte tante bugie”. In Piazza Maggiore i più grandi successi del Maestro del rap italiano

Sul palco in Piazza Maggiore c’è soprattutto l’uomo Alessandro Aleotti che racconta le sue storie, i successi e le sconfitte, le fragilità e i trionfi, episodi e aneddoti di una carriera iniziata negli anni ’90 e proseguita fino ai nostri giorni senza soluzione di continuità. Ha rivelato un J-Ax inedito, riflessivo, profondo, mai banale, il primo incontro di “Parole e Musica” al Valdichiana Village, con il pubblico delle grandi occasioni che ha tributato affetto e applausi al beniamino del rap e dell’hip hop italiano. ”E pensare che mio padre mi diceva sempre che di musica non si campa”, rivela all’implacabile intervistatrice Katia Giuliani di Radio Subasio, partner ufficiale dell’evento. Invece, parafrasando uno dei pezzi che ha riproposto ieri sera, “La vita non è un film” e può riservare belle sorprese. “Come quando, ancora bambino – racconta Ax, così si fa chiamare dai “suoi” – mi presentai a un concorso canoro di una radio locale e cantai la colonna sonora di “Jeeg robot”. Poi sono stato fortunato, è raro riuscire nel mondo della musica e dello spettacolo”. E parte un brano dei suoi, “Spirale ovale”, risalente all’epoca degli Articolo 31, ad anticipare altri racconti di vita e carriera.

Come di quella volta che, correva l’anno 1994, il Festivalbar respinse la partecipazione degli Articolo 31: “Avevamo già venduto più di 150 mila copie, ma il nostro modo di fare musica non era ancora compreso, con una forzatura riuscimmo a prendere parte a “Un disco per l’estate” della Rai. A Rimini ci marginalizzarono in un alberghetto a due stelle, lontani dai big. Era uno dei primi eventi televisivi col televoto e il pubblico ci premiò. Vincemmo noi quell’edizione, ma per coerenza non partecipammo al party finale, festeggiammo nel nostro umile hotel a 2 stelle”. Non si tradisce, J-Ax e non rinuncia a qualche stoccata: “Avrei potuto prendermi tante rivincite dopo essere arrivato al successo, ma non ho ceduto all’odio e al risentimento, sono sempre rimasto umile, l’ho imparato dopo ogni fallimento. Ho capito che la mia felicità non può essere legata al mio lavoro, vivo con ottimismo e penso che a piccoli passi tutti possiamo migliorarci. Quello che conta davvero l’ho imparato durante la pandemia: affetti, famiglia e salute”. L’artista è sincero e arriva pubblicamente a riconoscersi molti difetti: “Di me cambierei l’ossessione del controllo e la fobia dell’aereo, tanto che qualche giorno fa ho fatto una scenata in stile diva Mariah Carey prima di un volo”. Parla, parla, ma attenzione ai suoi silenzi, perché “quando sto zitto vuol dire che sto abbandonando, sto studiando una exit strategy”.

Aleotti ricorda come da bambino sia stato “bullizzato” e invita i tanti giovani presenti tra il pubblico a non cedere mai a questa pratica, anzi a “trasformare, come ho fatto io, il desiderio di rivalsa in energia positiva, io l’ho convertito in musica, in barba agli haters che ancor oggi sui social diffondono odio”. Sa essere anche un po’ filosofo, J-Ax, d’altronde “il rap è un genere fatto di testi leggeri ma anche di sofferenza, non riesci ad essere creativo se non hai dentro una buona dose di rabbia”. “Però con gli altri dobbiamo comportarci bene – ammonisce – sii gentile con le persone che incontrerai salendo, perché sono le stesse che ritroverai scendendo”. Applausi. In Piazza Maggiore risuonano le note di un’altra grande hit, “Maria Salvador”, lanciata con l’artista aretino “Il Cile”, prima di una digressione di tipo culinario: “Tra la carbonara e la chianina forse preferisco la pasta, ma siamo nella patria della bistecca e non voglio deludervi”.

Giuliani elenca valori in cui J-Ax possa riconoscersi. Si vola alto: “Libertà, lavoro, rispetto e amicizia, ma va coltivata, dobbiamo sempre lavorarci”. A proposito, inevitabile, una domanda su Fedez: “Sulla mia storia con Federico sono state dette e scritte tante inesattezze. Qualcuno ha sostenuto che ci siamo riappacificati dopo che ho saputo della sua malattia. Niente di più falso. Gli avevo chiesto un incontro giorni prima, avevamo fissato il giorno stesso delle sue analisi, sono stato la prima persona che ha incontrato dopo aver saputo l’esito all’uscita dall’ospedale. Era con Chiara (Ferragni, ndr), sono stato il primo a sapere, sono rimasto sconvolto. Poi è arrivato il bel concerto di Milano, ci siamo divertiti a farlo”. La serata si chiude con altri due pezzi forti del repertorio: nella calda notte stellata del Valdichiana Village risuonano “Ricominciare da meno di zero” e “Ostia lido”, tra i cori e gli applausi di migliaia di fans entusiasti e soddisfatti. Alessandro ha lasciato il segno.

Al suo arrivo era stato accolto dalla direzione del Valdichiana Village, center manager Riccardo Lucchetti in testa e dal sindaco di Foiano della Chiana Francesco Sonnati, che con la Giunta ha omaggiato l’artista di una confezione contenente un libro sul Carnevale più antico d’Italia, uno sulla battaglia di Scannagallo e il pluridecorato vin santo della Fattoria Santa Vittoria. Poi il racconto senza filtri e l’abbraccio caloroso e sincero col suo pubblico. “Parole musica”, format ideato e prodotto