IO SPERIAMO ME LA CAVO

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Ore 9.30 onoro appuntamento telefonico fissato Mercoledì scorso…

Due signori 90 anni mugugnano con l’Uomo addetto alla sicurezza, non hanno preso l’appuntamento ma hanno bisogno dei servizi bancari. Un’altra signora agitata non ha la carta di credito per riscuotere dal bancomat: il suo referente bancario le risponde da casa in smart working (è piu’ trandy rispetto all’obsoleta definizione di: telelavoro o lavoro a distanza ). Complimenti sinceri all’addetto sicurezza riesce a sedare mugugni vari con eleganza e determinazione olimpionica. I due energici baldi novantenni vengono serviti nonostante non avessero appuntamento, un po’ d’umanità persiste ancora… magari se la governance riuscisse a mettere in conto tali difficoltà impreviste, risolvendole senza che gli animi dei suoi interlocutori si agitino (a torto) comprendendo l’esigenze di chi si è sempre recato in banca per riscuotere senza prenotazione e senza carta di credito da agitare, avremmo fatto un passo in avanti di civismo, mai troppo in queste circostanze e periodo.…

Alla faccia di una delle agenzie di raiting (pare siano importanti per fomentare l’impennata bizzosa dello spread altro termine antipatico ed incomprensibile a molti) ci declassano a BBB- giustificandosi con l’aumento del debito e del deficit. Che geni che sono!

Ore 10.30 appuntamento al CAF

Nel tragitto vedo un bar aperto e 5 persone fuori ad attendere, tre di loro ad alta voce lamentavano l’attesa da 15 minuti per sorseggiare un caffè. Che tristezza!

Ore 11 posta centrale mi accodo alla fila 12 persone davanti a me…40 minuti d’attesa.

Spero aver risolto il problema, sono titubante. Tante saracinesche abbassate chiuse. Città deserta, spettrale. Altrove riaprono i cimiteri chi ha potuto visitarli si è trovato uno scenario irreale ed inquietante come la sensazione percepita stamani per le strade del centro in città. Parafrasando un noto titolo di un film del 1992 diretto da  Lina Wertmüller interpretato da Paolo Villaggio: “ Io speriamo me la cavo “.

Proposta demagogica e di basso profilo ma attinente al sentire comune: “ Non mi sembra la pletora di Parlamentari abbia fatto proposta di dimezzarsi il lauto stipendio fino alla fine dell’emergenza per mettere subito liquidità, certo simbolica ma pur sempre liquidità a disposizione della collettività “. Potrebbe essere un segnale minimo d’esemplare fiducia. I calciatori l’hanno fatto. Qualche società di B ha rimborsato l’abbonamento ai propri tifosi…Così le assicurazioni potrebbero prorogare di tre/quattro mesi le polizze… L’abbonamento RAI depennato, il pagamento delle bollette elettriche, acqua, metano depennate sotto un reddito minimo… Mutui e finanziamenti sospesi senza passare le forche caudine. Tasse, imposte cassate o prorogate a gennaio 2021 e via scorrendo…

Io speriamo me la cavo!

Fabio Bray