INTESA/UBI/BPER: cosa potrebbe accadere e cosa c’è in ballo.

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INTESA/UBI/BPER – Bene l’accordo sui prepensionamenti, ma ora, quale progetto per la città?

Quello siglato fra il 29 e il 30 settembre è il primo accordo sindacale nel “nuovo” Gruppo bancario Intesa, dopo l’entrata in esso di UBI Banca; un accordo che dà così avvio all’integrazione. Con un vero e proprio patto generazionale, vengono qui disciplinati cinquemila prepensionamenti volontari – per chi raggiungerà il diritto alla pensione entro fine 2026  – e contestuali duemilacinquecento assunzioni entro fine 2023; riguarderà pure i lavoratori che poi passeranno a BPER – Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Infatti, ricordiamo che entro i primi mesi del 2021 BPER comprerà 532 filiali dal Gruppo Intesa, delle quali 500 da UBI; mentre, ad aprile del prossimo anno, UBI si fonderà in Intesa.

Ora, dobbiamo calarci nelle nostre realtà territoriali per vedere cosa potrebbe accadere e cosa c’è in ballo.

Innanzitutto, come premessa, ricordiamo che l’operazione bancaria avrà un impatto (diretto o indiretto) su quasi la metà dei duemila dipendenti di banca della nostra provincia; infatti, si arriva ad un migliaio di dipendenti fra UBI (che sarebbe poi la ex BancaEtruria e che ne ha circa 650) e Intesa, mentre BPER ha oggi solo due filiali (ex Unipol Banca).

Tra le vari questioni da affrontare, partiamo dall’accordo sindacale citato: se e quante, delle nuove 2.500 assunzioni previste, riguarderanno i nostri territori e le nostre strutture bancarie, che secondo noi ne hanno molto bisogno.

Poi, quante e quali filiali UBI (ex Etruria) saranno cedute a BPER, visto che si parla di 18 sportelli toscani che cambierebbero proprietà e visto che potrebbero essere tutti o quasi nella provincia di Arezzo.

Vorremmo chiarezza sul futuro della società UBISS – Ubi Sistemi e Servizi che solo ad Arezzo impiega più di cento persone.

Oltre a ciò, un nodo importante da sciogliere è capire come Intesa vorrà gestire gli uffici UBI di via Calamandrei e di Corso Italia, circa duecentocinquanta dipendenti che abbracciano una grande varietà di specializzazioni e di competenze. Sappiamo anche bene che Intesa ha un grande centro direzionale a Firenze Novoli. Oggi, per chi è inquadrato negli uffici, siamo ancora in regime emergenziale di Smart Working, di lavoro da casa, ma dopo?

Insomma, dopo l’accordo sugli esuberi di personale, c’è l’urgenza di mettere in fila tutto il resto; c’è da capire, per dirla in due parole, che tipo di attenzione avrà Intesa per Arezzo, se la stessa o minore di altre zone d’Italia.

Lando Sileoni, il Segretario generale della FABI – il primo sindacato in Italia nel settore bancario, afferma che: “L’accordo di integrazione dovrà essere veloce, efficace e costruttivo, nell’interesse dei lavoratori e dei territori”.

Fabio Faltoni (FABI)