Indicatore: una frazione dimenticata

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Nota del capogruppo consiliare Francesco Romizi (Arezzo 2020 per cambiare a sinistra)

Piove sul bagnato, verrebbe da dire, e un ulteriore disagio sta per aggiungersi a quelli consolidati. Mi riferisco alla frazione di Indicatore che è in procinto di perdere la filiale bancaria, dopo aver perso ogni attenzione dell’amministrazione comunale. In merito a quest’ultima vicenda, una scelta evidentemente di natura privata e non certo ascrivibile a responsabilità del sindaco, sono state consegnate al protocollo del Comune più di 400 firme, raccolte in soli tre giorni, che accompagnano una lettera aperta a Ghinelli. I cittadini gli chiedono di attivarsi per scongiurare la chiusura di quello sportello, prezioso soprattutto, come si può intuire, per gli anziani.

Ma, come dicevo, questa è solo la goccia che fa traboccare il vaso: il centro di aggregazione vive solo grazie all’impegno di persone che si sobbarcano ogni onere, la stazione è chiusa mentre grida vendetta la querelle del sottopasso, su cui andrebbe capita la logica dei vari passaggi di proprietà tra Comune e ferrovie. Taccio sull’interporto, rispetto al quale la giunta ha sbandierato l’approvazione in Consiglio Comunale di una sua recente proposta di delibera. Accetto scommesse: a fine mandato prenderemo atto che alla Lebole originale si è affiancata una Lebole 2 la vendetta.

La scuola, nel frattempo, necessita di manutenzione e la toponomastica a “zone” sembra studiata apposta per confondere anche i mezzi di soccorso ed emergenza. Altri mezzi, giusto per compensare la situazione, hanno invece via libera: dalla rotonda dello scalo merci a quella della Saima ogni giorni si corre un gran premio in due manche, intervallate da un incrocio, approfittando della mancanza di un qualsivoglia dissuasore o rilevatore di velocità.