Inaugurata a Gradara la mostra dedicata a Raffaello Schiaminossi

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Inaugurata a Gradara la mostra dedicata a Raffaello Schiaminossi.

La mostra del maestro incisore Raffaello Schiaminossi, dopo il successo dell’esposizione all’interno del Museo Civico di Sansepolcro, spicca ora sotto le luci del Marv, il Museo D’arte Rubini Vesin di Gradara. A cura di Luca Baroni, già curatore della mostra a Sansepolcro, questa seconda tappa sarà visibile fino al 21 maggio prossimo.

Al taglio erano presenti anche l’assessore alla cultura del comune di Sansepolcro Francesca Mercati, la direttrice del Museo Civico che ha ospitato la precedente mostra Maria Cristina Giambagli, e Luca Valbonetti, collezionista e prestatore delle opere assiema al fratello Andrea.

Un prodotto che partito dal nostro territorio valtiberino trova seguito ora in un’altra cittadina illustre come Gradara, spunto questo anche per creare un  rapporto di collaborazione importante con una realtà come quella del comune pesarese che per i prossimi mesi parlerà un po’ di borghese.

150 incisioni che raccontano l’arte di Raffaello Schiaminossi, tra i maggiori acquafortisti e illustratori tra Cinque e Seicento, una mostra che punta i riflettori anche sulla città di Sansepolcro, dove l’artista è nato, ha vissuto e lavorato.

“Un lustro per il nostro territorio – ha sottolineato l’assessore Mercati – sapere che l’arte di un nostro grande artista viene esaltata e ammirata anche fuori dal nostro contesto museale e che continua ad essere spunto per importanti progetti di studio scientifico e culturale. Siamo felici di aver potuto esportare questo nostro patrimonio culturale e ringraziamo i prestatori delle opere che si sono resi disponibili per poter parlare di questa tecnica artistica che necessita ancora di una maggiore divulgazione. Torniamo nella nostra Valtiberina ancor più ricchi di orgoglio nei confronti di un artista, Raffaello Schiaminossi, che ha fortemente amato la sua arte senza mai abbandonare la sua città natale, Sansepolcro, e portandolo come esempio soprattutto per le nuove generazioni, spiegando loro quanto sia importante essere legati alle proprie radici e quanto i propri talenti possano apportare beneficio non solo a se stessi, ma a tutta la società in cui cresciamo, viviamo e ci evolviamo.”

 

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