Il sottile confine tra libertà di pensiero e sicurezza comune

2

di Alessandro Artini

Torno ancora una volta su un tema che ho già affrontato in un altro articolo, che è quello del confronto tra le motivazioni di chi è favore del vaccino e di chi, invece, è contrario. Me ne scuso con gli eventuali lettori, ma il tema mi muove qualche corda profonda e avverto l’esigenza di trattarlo nuovamente.

Mario Monti ha affermato che siamo in guerra e che dovrebbero valere, anche per l’informazione, le leggi di guerra. In altri termini, sarebbe bene tacitare i no vax. Anche il filosofo Umberto Galimberti, stimatissimo, ha sostenuto che occorre silenziare questi ultimi. Beppe Severgnini ha aggiunto che certe discussioni le dovrebbero affrontare solo gli scienziati, negli appositi congressi.

Ebbene, oggi ho ricevuto la terza dose e la attendevo con ansia, perché so che, dopo un certo tempo, le difese dei vaccini decadono e quel tempo, per me, era stato superato. Sono favorevole, quindi, ai vaccini e ritengo che certe contestazioni no vax siano deprecabili o addirittura incivili, ma…

Per spiegare questo “ma”, tuttavia, mi occorre una premessa al ragionamento. Consentitemi, dunque, di porla.

Essa consiste in una semplice constatazione che è la seguente: la scelta di vaccinarsi oppure no deriva da un semplice calcolo di svantaggi e vantaggi, ovvero di costi e benefici. Qualora i secondi superassero i primi, allora sarebbe bene vaccinarsi.

Se la premessa vi pare accettabile e in effetti lo è, perché largamente condivisa, sia da coloro che sono a favore, sia da coloro che sono contro, le conseguenze sarebbero queste.

Poiché le nostre scelte derivano da un calcolo sui vantaggi e sugli svantaggi, è evidente che sia gli uni che gli altri esistono. I primi hanno un ampio riconoscimento sociale, testimoniato dal fatto che quasi l’85% della popolazione italiana si è vaccinato. Ma, quali sono gli svantaggi?

Questa domanda, a mio avviso, dovrebbe trovare risposta presso un destinatario tutt’altro che scontato e cioè dovrebbe trovare risposta proprio da parte di chi è favorevole al vaccino. Non importa, in questo momento, elencare la sequenza di motivazioni che potrebbe addurre un no vax. Conta, invece, sapere quali svantaggi potrebbe ragionevolmente riconoscere un sì vax (usiamo per comodo questa definizione impropria). In altri termini, sono proprio coloro che si schierano a favore che dovrebbero chiarire quali argomenti siano accettabili e ragionevoli contro i vaccini.

A questo punto, se avete accettato la premessa di cui sopra, e cioè che si sceglie secondo un calcolo di vantaggi e svantaggi, è troppo tardi per affermare che gli svantaggi non esistano, perché la loro esistenza è stata posta nella premessa stessa.

Si potrebbe obiettare, tuttavia, che gli svantaggi siano pressoché inesistenti e, praticamente, tendano a zero. Già, ma anche se tendessero a zero, non sarebbero inesistenti. Una serie infinita di numeri tendente a zero, direbbe Zenone, non arriverebbe mai a coincidere con lo zero. Ma ammettiamo pure che le ragioni contro il vaccino fossero infinitamente piccole, quindi molto minori di quelle a favore, non per questo tali ragioni scomparirebbero. Pertanto, rivolgendomi a sì vax, ripeto ancora una volta la domanda: “Quali sono le ragioni contrarie ai vaccini che vi paiono accettabili?”.

A questo punto chiarisco, con alcuni altri passaggi, il mio punto di vista. Grandi o piccole che siano, le ragioni dei no vax, esse non devono essere negate, ma vanno riconosciute, almeno quelle più sensate o quelle meno insensate. Quelle ragioni non devono essere occultate o tacitate.

A questo punto, pongo un’altra domanda: “Occultare le ragioni dei no vax, giocherà a favore della causa dei sì vax?”. Ebbene, la mia risposta è che qualsiasi tentativo di nascondere le ragioni di uno schieramento avverso non potrebbe che avere un effetto controproducente per lo schieramento favorevole. In altri termini, silenziare i no vax significa rafforzarli. Nessuna madre, infatti, accetterà di vaccinare i propri figli se avesse l’impressione che siano state rimosse dal dibattito pubblico delle controindicazioni.

Un ultimo punto, la discussione tra sì vax e no vax  non è neppure equiparabile a una disquisizione sulla mafia, che registri sul fronte avverso il giudice Giovanni Falcone e Totò Riina (come ha suggerito uno scienziato televisivo). Non si discute, infatti, con i mafiosi assassini, ma li si rinchiude in carcere. I no vax, però, almeno non tutti (spero bene…), non possono essere assimilati alla mafia. Non è possibile tacciare di mafiosità, intellettuali e scienziati come Cacciari e Montagnier. Possono sbagliare sulla sostanza delle cose, ma non sono paragonabili a dei mafiosi. Quindi, chiedo un’ultima volta ai sì vax: “Che senso ha tacitare i no vax?”.

Con questo articolo ho cercato di muovermi su un piano logico (forse fallace) e non dico nulla sulla libertà di pensiero e di espressione che rappresenta un diritto fondamentale, sancito dalla Costituzione. In tal caso avrei scritto ben altre cose, non meno gravi.