Il Palazzetto del Nuoto ospita quattro studenti spagnoli in Erasmus

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I ragazzi acquisiranno conoscenze, competenze e abilità in diverse mansioni nell’impianto cittadino

Un’importante occasione di incontro e confronto sarà prevista con atleti e atlete della Chimera Nuoto

AREZZO – Dalla Spagna al Palazzetto del Nuoto di Arezzo. L’impianto cittadino ha aperto le proprie porte a quattro giovani studenti spagnoli che, fino al mese di giugno, avranno l’occasione di vivere un’esperienza di crescita umana e di sviluppo di nuove competenze al fianco degli istruttori e del personale della Chimera Nuoto. Questi ragazzi frequentano il quarto anno delle scuole superiori e sono arrivati ad Arezzo per un progetto Erasmus che, oltre alle tradizionali lezioni scolastiche, prevede anche il coinvolgimento in diverse attività, servizi e strutture del territorio.

Tra queste rientra anche il Palazzetto del Nuoto che ha accolto gli studenti e che li coinvolgerà in diverse mansioni che comprendono l’assistenza agli istruttori a bordo vasca, alle famiglie o alla segreteria. Questi percorsi saranno orientati a fornire nuove capacità, a promuovere lo scambio di conoscenze e, soprattutto, a far vivere occasioni di inclusione e dialogo utili anche per imparare la lingua italiana. Un’importante occasione di incontro e di confronto sarà prevista con gli stessi atleti della Chimera Nuoto con l’obiettivo di stimolare una reciproca conoscenza e uno scambio di esperienze, andando così a favorire una crescita anche per i ragazzi e le ragazze della stessa società aretina. «L’ospitalità degli studenti arrivati ad Arezzo per vivere l’esperienza dell’Erasmus – commenta Marco Magara, direttore sportivo della Chimera Nuoto, – era una tradizione del Palazzetto del Nuoto che, nel corso degli anni, ha accolto tanti ragazzi provenienti dalla Spagna o dal Portogallo. Siamo felici di aver ripreso questo percorso che permetterà di vivere un’arricchente esperienza di vita a contatto con una realtà nuova e stimolante in cui accrescere conoscenze, competenze e abilità, ma che rappresenterà anche un’opportunità per i nostri atleti per ampliare i loro orizzonti e per vivere preziosi incontri interculturali».

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