Il nuovo piano riempie il vuoto di idee con parole vacue

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di Pietro Pagliardini
 
 
Un piano che non ha destato alcun interesse, complice la crisi del settore e non solo. Ha così poco interessato che pochi si sono accorti, ci siamo accorti, di quante sciocchezze ci siano. Alcune fanno colpevolmente sorridere mentre dovremmo piangere. Continua la corsa verso l’uso di un un linguaggio (e di concetti) indecifrabile e insignificante ai più. È proprio una questione culturale: inventare termini che vogliono apparire dotti ma che sono solamente vuoti: “Ambiti a bassa trasformabilità di recente formazione edifici di processi unitari a carattere identitario”.
 
Questa sarebbe la descrizione di una zona di edilizia economica e popolare con case a schiera, anni 80. Caratteri identitari…che identità hanno? È un complimento o un’offesa? A bassa trasformabilità: cosa significa, che non reggono una trasformazione o che il pianificatore nella sua infinita saggezza, non li farà trasformare? Risposta più probabile: tutti e due i casi. Infatti c’è questa perla di prescrizione: “nei progetti di addizione volumetrica (ampliamento è troppo semplice…)….. non sono consentite costruzioni in aggetto, tettoie di qualsiasi tipo e balconi, mentre i balconi propri dell’organismo edilizio debbono essere mantenuti o ripristinati nel loro sito originario”, che fa il paio con quest’altra: “la destinazione del piano terra a garage è ammessa esclusivamente se non si modifichino i caratteri tipologici e architettonici dell’edificio esistente… bla bla bla”.
 
Io dovrei essere onorato di queste due norme perché non credevo di abitare (e di aver progettato) un edificio che ha più vincoli di quelli dei centri storici. Il fatto è che non c’è niente, ma proprio niente, che possa descrivere le circa 120 case a schiera o bifamiliari cui queste norme si riferiscono, perché una trentina di queste hanno già il garage a piano terra mentre la quasi totalità delle altre non potrebbero avere mai un garage a piano terra per il semplice motivo che non c’è un piano terra ma un piano seminterrato con garage e un piano rialzato.
La prima norma invece…fa pure: ripristinare balconi che non esistono più…. ma non c’è un balcone che sia stato demolito quindi non c’è niente da ripristinare.
È chiaro ed evidente che il copia e incolla seriale ha colpito in maniera pesante.
 
Ma poi, se anche ci fosse una corrispondenza tra descrizione e realtà, perché mai imporre tutte queste prescrizioni dettagliate come se si potessero dettare una regole precise per la totalità degli edifici?
Sarebbe come prescrivere una dieta dimagrante uguale per tutti, senza valutare caso, per il diabetico (e nessun diabete è uguale), per l’iperteso, per chi ha problemi circolatori, per il celiaco e mi fermo perché non sono medico.
Ma ora che accadrà quando qualcuno dovrà o vorrà fare trasformazioni in casa propria e dovrà confrontarsi con queste fesserie che però sono legge?
 
Credevo che avessimo toccato il fondo del sadismo e della sciatteria con il regolamento urbanistico vigente e invece anni ancora più duri si preparano.
 
Già, anni, per chi li ha disposizione, da perdere nella inutilità