Il documento unico di programmazione e il bilancio

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La prima pratica illustrata dall’assessore Alberto Merelli è stata la ratifica consiliare della delibera di giunta adottata in via d’urgenza il 28 novembre scorso per rendere immediatamente disponibili specifiche risorse, derivanti dall’utilizzo dell’avanzo vincolato di bilancio e da contributi statali e regionali, da utilizzare per fronteggiare il rincaro delle utenze (740.000 euro), per sostenere l’attività scolastica (220.000 euro), per la morosità incolpevole dei titolari di alloggi Erp gestiti da Arezzo Casa (85.000 euro).

Marco Donati ha illustrato un atto di indirizzo collegato “per chiedere, se in futuro se ne profila la possibilità, di destinare risorse alla Fondazione Arezzo Comunità per implementare i suoi obiettivi e dare sostanza a un soggetto di cui finora si è molto parlato senza capire quali risposte dia alla comunità”.

“Quando si è svolta la riflessione sulle risorse da destinare alla fondazione – ha sottolineato il vicesindaco Lucia Tanti – abbiamo detto innanzitutto che quelle destinate in prima istanza dovevano essere funzionali alla formula ‘fondazione’ adottata. Prima di pensare a risorse aggiuntive avremmo dovuto conoscere i progetti e in merito a questi ho preso un impegno preciso dinanzi al Consiglio Comunale e che intendo mantenere: di condividerli in questa sede. Mi sento dunque di affermare un dato politico: non possiamo scindere una progettualità, che in aula deve trovare il via libera, dalle specifiche previsioni di bilancio che saranno una conseguenza”.

L’assessore Alberto Merelli ha ricordato che “se la richiesta riguarda l’utilizzo dell’avanzo libero, manca la tempistica minima per procedere in tal senso, sia seguendo la via maestra, una delibera di Consiglio, sia quella straordinaria, delibera di giunta da ratificare”.

La delibera è stata approvata con 21 voti favorevoli e 10 contrari. L’atto di indirizzo collegato di Scelgo Arezzo è stato respinto con 23 voti contrari e 2 favorevoli.

Spazio poi a bilancio e documento unico di programmazione: “il bilancio triennale 2023/2025 – ha esordito l’assessore – rappresenta sempre la traduzione del programma elettorale e delle connesse progettualità. Rispetto al 2020 sono tuttavia intervenute alcune variabili importanti che hanno reso necessari interventi di adeguamento e una maggiore elasticità: in primo luogo abbiamo gestito, fino a quest’anno, le problematiche conseguenti all’evento pandemico, mentre ancora per il 2022, ma in proiezione anche per 2023 e 2024, gli eventi che vanno a incidere sono di duplice natura: la gestione del Pnrr e la crisi energetica con il rincaro per l’amministrazione comunale del costo delle utenze. Partendo dalla seconda, l’illuminazione pubblica di strade e aree verdi, quella degli uffici e delle scuole e il riscaldamento degli ambienti comportano un impatto importante: se l’impegno di spesa per queste voci nel 2019 era di 4 milioni di euro, il dato assestato del 2022 supera i 7 milioni, con una previsione per il 2023 di 6.053.000, a oggi risorse proprie in attesa dei contributi da parte dello Stato. Per quanto riguarda il Pnrr, ricordo che ci sono decine di progetti finanziati. È una grande scommessa che intendiamo portare avanti nel migliore dei modi. Fatta questa premessa, dobbiamo guardare con attenzione anche alla tenuta delle entrate che finora è stata sufficientemente certa. Riporto un dato aggiornato utile alla discussione e relativo alla Tari, il cui saldo doveva essere pagato entro il 2 dicembre. Il gettito totale corrisponde a oltre 20.300.000 euro ma a oggi ne abbiamo incassato 15 milioni e mezzo circa: manca una quota pari al 22%. Lo scorso anno, a parità di data, la percentuale mancante era del 13%. Non vorrei fosse un primo segnale. L’avanzo che confluirà nel bilancio rappresenta dunque un bel polmone finanziario in vista di eventuali necessità. In ogni caso, posso dire che da un punto di vista finanziario l’ente è in salute.

Il documento unico di programmazione si articola nelle cinque tradizionali linee strategiche, che riportano i capisaldi programmatici. Nei prossimi anni proseguirà la loro implementazione, grazie alla destinazione di specifiche risorse, con un ruolo più incisivo per la Fondazione Arezzo Comunità, con la conferma di quanto di buono è stato fatto per turismo e cultura, con la prosecuzione dei cantieri delle opere pubbliche, con la realizzazione del cimitero degli animali.

Per quanto riguarda il bilancio 2023 – ha proseguito Merelli – il totale delle spese correnti è di 96 milioni di euro e verrà finanziato con 65 milioni di euro di entrate tributarie, con l’Imu che costituisce la voce principale seguita dall’addizionale comunale Irpef, 4.450.000 euro di fondo pluriennale vincolato, 17 milioni di entrate extratributarie, con voce principale la vendita dei beni mentre le sanzioni per violazioni al codice della strada corrispondono a circa 5 milioni di euro, 10 milioni di trasferimenti correnti. I mutui raggiungono il milione di euro, con un trend in riduzione: nel 2023 i nuovi saranno pari a 500.000 euro.

La spesa in conto capitale per gli investimenti, in sostanza le opere pubbliche, sarà di 31 milioni di euro nel 2023, una cifra davvero significativa, finanziati con il fondo pluriennale vincolato per oltre 2 milioni di euro, 400.000 euro di saldo di parte corrente, 23 milioni di contributi, introiti da concessioni e alienazioni. Nel 2024 gestiremo 134 milioni di euro di spese con gli investimenti che toccheranno quota 39.204.000 euro, l’altra grande fetta dei progetti del Pnrr, mentre nel 2025 avremo 93 milioni di euro di spesa corrente e 17 milioni di spesa per investimenti.

La previsione per il 2023 dei dividendi delle società partecipate è di 1.880.000 euro. Le voci principali di spesa restano quelle legate ai punti più qualificanti e cari a questa amministrazione: sicurezza, attività culturale, sviluppo sostenibile e tutela del territorio, scuola e sociale. Il costo per i 540 dipendenti dell’amministrazione comunale è pari a 24.456.000 euro: un personale di ‘colletti bianchi’ cha anche da un punto di vista sociologico è molto cambiato rispetto al 1999”.

Luciano Ralli: “se l’approvazione di un bilancio entro il 31 dicembre non è scontata, lo sforzo prodotto è dunque notevole, guardando non al 2020, anno d’insediamento della seconda giunta Ghinelli, ma al 2015 molte cose non sono state fatte. Nel piano triennale dei lavori pubblici di quell’epoca c’era ad esempio la rotonda di via Fiorentina. A quante variazioni di bilancio, inoltre, abbiamo assistito? Le multe sono contabilizzate per 5 milioni di euro ma nel rendiconto scopriamo sempre che se ne incassa la metà, i 3 milioni di euro di alienazioni portano 500.000 euro ma al di là di queste fattispecie consolidate non dimentichiamo che nel 2020 il Pnrr non c’era. A seguito di questo e dei ristori post-Covid, scopriamo che il Comune di Arezzo è pieno di soldi. Più che un ricco bilancio preventivo, cosa di cui non ci lamentiamo, dovremo verificare quali opere saranno realmente realizzate e quali i risultati ottenuti”.

Michele Menchetti: “abbiamo notato per quanto riguarda il turismo che volete mettere la Fondazione InTour al centro di tutto. E questo stride con la mancata approvazione del nostro atto di indirizzo sul biglietto unico. Sulle utenze di acqua, luce e gas non è stata considerata la creazione delle comunità energetiche come possibile fonte di riduzione delle bollette, sia per i cittadini che per il Comune. A fronte anche delle dichiarazioni che vengono rese dalla giunta, non è tutto oro quello che proviene dalla Città del Natale: preferiremmo un turismo maggiormente stanziale”.

Roberto Cucciniello: “quando facciamo un bilancio preventivo abbiamo l’obbligo di essere prudenti. È normale iscrivere alcune poste per difetto. I 3 milioni in più rispetto al 2019 per i costi energetici, andranno sommati all’aumento dei costi delle materie prime, che è pari più o meno allo stesso importo. E nonostante tutto siamo di fronte a un bilancio sano. Capitolo Pnrr: abbiamo avuto più soldi dall’Europa perché siamo stati il paese più vulnerabile e alcuni di questi sono a debito e non a fondo perduto: dovremo spenderli bene e con oculatezza. Molti progetti, peraltro, inizialmente finanziati con risorse proprie, sono stati inseriti tra quelli del Piano nazionale di ripresa e resilienza, una scelta che risponde all’esigenza di lavorare sulla base di risorse certe. Speriamo di recuperare il gap attuale sulla Tari. Il cimitero degli animali è una conquista di civiltà e anche quanto ci apprestiamo a fare alla Cadorna, compreso il futuro centro provinciale per l’impiego, rappresenta una necessità per Arezzo”.

Simon Pietro Palazzo: “sulle partecipate occorre tenere in considerazione un principio di realtà e una situazione in cui le società di gestione dei servizi realizzano profitti. Non possiamo lamentarci dei loro utili. Quante criticità si profilano? Molte ma su ciascuna abbiamo dato risposta: sull’energia ogni rischio viene coperto e per questo un aiuto sostanziale proverrà dal Price Cap sul quale importante è stata l’azione dell’attuale governo italiano. Un altro punto importante è rappresentato dalle insolvenze ma riusciamo a farvi fronte. Nel frattempo l’esposizione debitoria del Comune decresce e mentre i tassi di interesse stanno lievitando i nostri mutui sono a tasso fisso. I fondamentali sono dunque molto positivi”.

Egiziano Andreani: “registriamo positivamente gli incrementi di risorse sul sociale, la previsione di servizi innovativi alla caserma Piave, la sicurezza inserita sempre tra le priorità, l’ingresso consolidato in un circuito turistico virtuoso dopo avere ricevuto sulle nostre scelte anche critiche che oggi si rivelano immeritate”.

Marco Donati: “siamo davvero convinti che le politiche di questa amministrazione trovino risposta in questo bilancio? La sicurezza, ad esempio, è fatta solo di investimenti sulle telecamere? Le aggressioni che si verificano in città, perfino inspiegabili, richiedono dialogo con i cittadini e le categorie economiche, politiche integrate che garantiscano la tenuta sociale. Se Arezzo Comunità è la soluzione, bisogna dotarla di gambe per camminare. In questi anni, il patrimonio comunale è stato utilizzato per dare risposte anche sugli aumenti dei costi dell’energia? Sul trasporto pubblico locale le risorse sono state spese adeguatamente? Vengo alle aziende partecipate: qual è il futuro di quella più importante, Estra? Possiamo cominciare a parlarne? E siamo capaci di modernizzarle per raggiungere l’obiettivo della smart city? Non bastano le risorse a una fondazione ma occorre capire se di queste beneficiano, ad esempio, le nuove generazioni, non bastano previsioni numeriche quando la città si divarica tra centro e periferie o mancano un ragionamento condiviso con la Camera di Commercio sul settore manifatturiero di cui il Comune, come su altri ambiti, si assuma la regia”.

Roberto Bardelli: “noto innovazioni non banali come la città energicamente efficiente e pulita, come San Zeno che è un sito strategico per il centro Italia, come le comunità energetiche che rappresentano il futuro, come la soluzione per la ex Unoaerre con il Comune che è riuscito a guidare un percorso virtuoso, al pari dell’area scalo merci di Indicatore. Le fondazioni confermano la loro bontà, compresa Arezzo Comunità che costituisce una svolta in direzione della sussidiarietà in sostituzione del tradizionale assistenzialismo. Coraggio e visione non sono mancati”.

Il documento unico di programmazione è stato approvato con 20 doti favorevoli e 8 contrari. Il bilancio previsionale ha ottenuto 21 voti favorevoli e 8 contrari.

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