Il 1 dicembre riapre la ludoteca abilitativa Bucaneve

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1 dicembre: riapre la ludoteca abilitativa Bucaneve

Accordo, stamani, tra Koinè, Comune di Arezzo e Asl Tse. Servizio gratuito per 35 famiglie

 

Il 1 dicembre riaprirà la ludoteca abilitativa Bucaneve di Arezzo. “E questo grazie alla sinergia e alla collaborazione tra Koinè, Comune di Arezzo e Asl Tse – annuncia la vice Presidente della cooperativa sociale, Elena Gatteschi. Il servizio non aveva ripreso l’attività a settembre per mancanza di sufficienti finanziamenti: ricordo che è totalmente gratuito per le famiglie. Era stato attivato nel 2019, grazie al contributo della Fondazione Con i Bambini, in viale Cittadini nell’area del Pionta nei locali che erano stati del nido Bucaneve ed era stato poi trasferito in via Viani, nello stesso immobile del nido comunale Il Cucciolo”.

La ludoteca abilitativa era stata attivata, su iniziativa di Koinè, per rispondere alle necessità di bambini e preadolescenti con bisogni speciali. Il servizio è oggi punto di riferimento per 35 bambini tra i 3 gli 8 anni. A loro disposizione ci sono educatori professionali, pedagogisti, psicologi, psicomotri­cisti e logopedisti formati specificamente per l’esercizio di attività abilitative, di supporto all’apprendimento e per l’in­tegrazione scolastica di bambini con differenti abilità.

“Nella ludoteca Bucaneve – sottolinea Elena Gatteschi – le attività sono programmate e svolte in base al bisogno del singolo bambino e della singola famiglia. Il servizio si propone di rispondere, attraverso attività pomeridiane, ai bisogni dei bambini nella fascia di età prescolare e scolare con bisogni speciali, il cui potenziale di funzionamento può essere positivamente influenzato dall’inserimento precoce in percorsi abilitativi e riabilitativi. Fondamentale è l’obiettivo della prevenzione: sostenere un bambino con disturbi del linguaggio a 3 invece che a 6 anni, determina risultati ben diversi per il futuro del piccolo. Le attività possono essere individuali o in piccoli gruppi. Il personale accoglie il bisogno della famiglia e propone, in condivisone con gli stessi genitori e gli altri profes­sionisti, gli interventi più idonei: attività di supporto all’ap­prendimento; attività laboratoriali di tipo espressivo e cre­ativo; attività di gruppo con l’obiettivo di favorire processi di socializzazione; attività di psicomotricità; programmi di intervento con tecnica ABA; attività informative e di supporto alla genitorialità”.

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