I “No comment” di Estra: ente di diritto privato in controllo pubblico, monta-qui-che-vedi-roma

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La decisione con cui Anac ha defenestrato Francesco Macri dalla presidenza di Estra racchiude un altro aspetto importante sul rapporto fra noi aretini e la società della gas costituita fra la aretina (intesa come provincia) Coingas, la senese Intesa e la pratese Consiag. Macri ha già annunciato ricorso dacchè, diversamente, una tale pronuncia taglierebbe le gambe a lui e ai numerosi coimputati nei procedimenti giudiziari che vedono coinvolta una gran fetta della attuale  maggioranza al Comune di Arezzo. Ma ora non parlo di questo aspetto, mi interessa un inciso di poche parole riportato anche dal quotidiano la nazione che ricorda come in tale delibera Estra sia stata definita “ente di diritto privato in controllo pubblico”.

Che per Estra, i suoi amministratori nonché per i Comuni che la detengono attraverso le originarie municipalizzate è un cazzo di problema: per i cittadini invece indicherebbe il ripristino di una legalità che gli è stata sottratta. Quando le originali municipalizzate si unirono in eta3 e successivamente in Estra si inventarono attraverso una serie di pareri e interpretazioni una propria raffigurazione come società estranea e non sottoposta a tutte quelle norme di trasparenza e di gestione che valgono per le società pacificamente a controllo pubblico.In questo fu fondamentale l’allora zar del metano Ciolfi, per quindici anni alla guida di Coingas e poi di Estra. Infatti se si va a vedere nel sito si potrà leggere questa meravigliosa per loro (ma indegna per noi cittadini) specifica: non soggetta agli obblighi di cui alla legge 190/2012 art. 1 commi da 15 a 33 ect. Utilizzando come scusa l’emissione anche di certi strumenti finanziari, per cui non potrebbero esporre più di tanto le strategie che vengono prese in consiglio d’amministrazione, tuttavia esistendo sezione del sito destinata agli investitori in cui magari si trovano quelle stesse cose.

Figurarsi per un cittadino sapere emolumenti o tutte le altre previsioni della trasparenza. Pensate che fucina di assunzioni o forniture sia tale azienda.

Una pronuncia che vedrà Estra supportata da molte ex-municipalizzate che non intendono sottostare al controllo dei soci originari, una fattispecie che estesa ed applicata per esempio alle fondazioni del Comune di Arezzo vedrebbe ribaltato quello che lo stile di gestione sinora utilizzato dando  differente importanza e ruolo anche al consiglio comunale.

Ho quindi scritto ad Estra chiedendo: la società intende continuare su questa posizione? Quale organo ha preso questa decisione e su quali basi?

Ho approfittato della mail per avere lumi sull’operazione riguardante l’acquisizione del capitale sociale di Ecolat. Per sovra mercato -essendo irreperibile sul sito il cv di Francesco Macrì- ne ho chiesto copia o informazioni circa i titoli scolastici.

Potreste non crederci, ma nonostante invio pec, la mia mail risultava irreperibile: l’hanno trovata a successivo pepato invio utilizzando la casella postale di uno dei siti di informazione per cui scrivo. Ma non serviva che la trovassero, credo che qualunque cosa arrivi da me sia anticipata dalla sirena luminosa e sonora di pericolo; infatti la risposta è esattamente questa: “riguardo alla delibera ANAC non abbiamo niente da aggiungere a quanto scritto nel comunicato stampa del 26.11.2021, che in ogni caso allego.Rispetto al curriculum di Francesco Macrì, è stato tolto dal nostro sito in quanto non più presidente di Estra e nel rispetto della normativa privacy non possiamo fornirle informazioni in merito.” Nel comunicare che l’amministratore delegato ha preso anche il ruolo di presidente (hanno nominato anche il 3º componente del Cda, un secondo pratese), il presidente dichiara che “relativamente ai contenuti della delibera di ANAC, il CdA ha deciso di attivare tutte le azioni a tutela dell’interesse aziendale“: Se voi avete la vaga idea di cosa possa significare, magari ditemelo. A tutela di chi? Di quelli che si sono opposti alla trasparenza, avevo già avuto risposte da brivido: mancava il disegno d’una pistola o il simbolo della “mano nera”. Nel 2015 intervenne persino il neo nominato Macrì a calmare le acque.

Ovviamente oppongono silenzio totale circa l’acquisto dell’interezza di una società che detiene parte di società il cui acquisto credo sia stato effettuato su pressione di qualcuno più per per aumentare il bacino di interesse elettoral politico assunzionale che per motivazioni gestionali o sviluppi d’attività.

In fondo la nota di colore: volevo comprendere quali titoli di studio avesse Macri, quando è stato sistemato in Estra non aveva laurea e mi aveva molto stupito il comunicato emesso nel 2019 dalle municipalizzate di Siena e Prato che ne chiedevano le dimissioni e contemporaneamente lo definivano 5 volte “dottore”. Anche Anac lo definisce dottore. Magari ha preso la laurea, e volevo congratularmi. Oppure quel comunicato dei suoi soci suonava un po’ presa di giro (anche se neanche là conta il titolo di studio, l’amministratore delegato è filosofo, il direttore generale non vanta titoli però entrambi sono soggetti politicamente ingombranti e già in passato membri del Cda delle municipalizzate originali). Oppure all’Anac immaginano che il presidente di tale public utility non possa essere che laureato.

Certamente è difficile che una laurea abbia legame o segnali competenza vicina all’azienda che si vada a dirigere: ma se penso alle municipalizzate in cui il Comune di Arezzo è socio, solo una frazione vede laureati ai vertici. Poi ci si stupisce che i giovani non studiano e non finiscono l’Università: per far carriera e buscare un bell’emolumento conta molto più la militanza politica e soprattutto il fatto di essere politicamente ingombrante.

Poi si vedono i risultati o politica di queste partecipate nel corso del tempo. Vogliamo parlare di NuoveAcque che è presieduta da un diplomato pluri sindaco, assessore, consigliere Pci, Pds, Ds, Pd. Sarà evidente anche a voi l’impatto di un presidente così a sinistra nella politica dell’azienda. O l’ovvia competenza di un apicoltore nella gestione del trasporto pubblico su gomma. Dimenticate che era stato due volte sindaco di Civitella. O del cugino (idem due volte sindaco di Civitella) ad ArezzoCasa per lustri; sostituito poi dal diplomato ex segretario della senatrice leghista.

A proposito, quando Fanfani spodestò l’allora presidente di Estra per far posto al supervotato Banchetti, l’ex Ciolfi “ci” fece causa per oltre 300.000€, perchè ci rimetteva soldi, mancava qualche anno a fine mandato. Perse.

Sennò ci inchiappettavano colla rincorsa. Ma si sono rifatti colle consulenze.

Temo nessuna delle forze politiche che ha avuto peso negli ultimi 20 anni si batterà per rendere trasparente Estra e le altre scatole magiche (per chi governa).