I L M A L E S T A A C C A D E N D O

0

<<IL CIELO ERA STELLATO, TANTO CHE, DOPO AVERLO CONTEMPLATO, CI SI CHIEDEVA SE SOTTO UN CIELO COSI’ POTESSERO VIVERE UOMINI SENZA PACE>> (Fedor Dostoevskij)

FATTI DI LIBERTA’, Novembre 2008

Scrive Mario Ciabattini: <<Riguardo alla ostentata amicizia di Berlusconi nei  riguardi di Putin, nel  mio editoriale così conclusi: “Anna Politkoskaja, in un bellissimo film documentario che la riguarda, ad un certo punto si rivolge con sguardo severo verso la macchina da presa e dice: – Un giorno, ne sono certa, un tribunale internazionale giudicherà Putin un assassino e Berlusconi l’avvocato di un assassino – “. Si dice che le grandi anime sanno essere profetiche>>…  Esattamente questa è la Politkoskaja di oggi. Che ci riguarda, e c’insegna:

<<Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano…>>…

<<Bisogna essere disposti a sopportare molto, anche in termini di difficoltà economica, per amore della libertà…>>…

 … <<A conti fatti, tutto “ storna”>>,  suggerisce Parisi, premio Nobel per la fisica per i suoi studi sui sistemi complessi  fatti di libertà.

TRUCCHI PER NASCERE

Io non esistevo.

Un giorno, leggendo un libro, trovo un personaggio vago, grigio, malamente delineato, una femmina. SI chiamava Clara, nata a Kiev, nelle pagine pari e Ada, nata a Mosca, in quelle dispari. Per dire che era proprio solo abbozzato. Vestiva una gonna lunga, floscia, di una seta stanca e sottile proveniente dalla Cina. E poi guanti di cotone, a volte traforati, fatti in casa, all’uncinetto… “Posso essere lei!” ho subito pensato.

Leggevo e mi convincevo sempre di più, quel personaggio confuso, non completo, era come una buca: bastava scivolarci dentro. C’era tutto lo spazio che si voleva, era una casa vuota con la porta lasciata aperta. Dopo 67 pagine mi sono decisa. In quel punto, nel punto in cui sono esistita, l’autore raccontava di quando Clara era bambina, aveva sei anni e passava interi pomeriggi in un giardinetto scialbo, con pochi fiori elementari, allineati. Clara era sola, raccoglieva un sassolino, saltava le ombre che le foglie di un platano facevano per terra.

Ecco! In quel vuoto, in quella solitudine sono entrata io, mi sono fatta lei. Di colpo Clara non esisteva più e io ero nata.

Per non dare nell’occhio ho portato pazienza per il resto del libro, 39 pagine, e poi nel disinteresse dell’autore e dei pochi, distratti lettori, ho attraversato decisa la pagina che riportava la parola Fine. Poi quella che ricordava lo stampatore, la tipografia e l’anno di pubblicazione. Infine, superata anche la copertina con il prezzo (10 euro e 50), sono uscita dal libro e sono andata a vivere a Milano.

UN UOMO RUSSO

Un uomo russo compra il giornale. Guarda velocemente la prima pagina, e lo butta via.

Giorno dopo stessa scena. E poi anche il giorno seguente.

Il giornalaio gli chiede perché lo fa. E lui risponde:

<<Cerco un annuncio mortuario>>. E il giornalaio:

<<Ma quelli non sono in prima pagina!>>…

<<Oh, sì!… Quello che cerco io, sì>>…

Mosca!… Zitti tutti!

Filippo Nibbi

Fantastica in esercizio