Guerra e accaparramenti. Il consumatore è anche stupido… come evitare di esserlo

0

Consumatore: soggetto economico osannato: da se stesso, da chi dice di difenderlo, dal legislatore, da ogni tipo di autorità, mediatizzato come vittima. Anello determinante e finale di ogni politica economica, quando viene evocato tutti si genuflettono. Tra questi tutti, ovviamente, ci sono quelli che appena il consumatore si distrae lo fregano: anche perché il consumatore non è di per sé intelligente, informato ed eccellente, consuma e basta. E quando da consumatore indossa l’abito di cittadino, quasi sempre si dimentica di essere consumatore: asseconda, col voto e non solo, anche politiche che non sono proprio in rispetto dei suoi diritti.
Insomma, il consumatore è umano.

Premessa necessaria per comprendere cosa sta accadendo questi giorni in diversi negozi con l’accaparramento di merci di diverso tipo a causa del timore bellico e non solo.
Se si dà una occhiata superficiale (come accade per buona parte delle persone) alle notizie diffuse dai media su situazione crisi economica e provvedimenti paventati per farvi fronte… un minimo di giustificazione il nostro consumatore ce l’ha. Questo, però, per dire che oltre alla sua creduloneria, tra le cause di questi comportamenti ci sono anche i media che se non spettacolarizzano ogni minimo segnale di crisi, sono convinti di perdere lettori e ascoltatori.
Un mix che, mentre per i media significa un po’ di pubblicità in più, per il consumatore significa non solo essere credulone, ma anche stupido.

Pochi ma significativi gli esempi a significare queste nostre accuse: qualcuno crede che in Italia avremo un crisi della pasta? O della carta igienica? O dell’olio? O delle scatolette di tonno? O della farina? Questi prodotti hanno già aumenti dei costi oggettivi e soggettivi: oggettivi perché tra materie prime e filiera dal produttore al consumatore, il classico aumento di 2 arriva a divenire 4 per l’acquirente finale; soggettivi perché in un qualunque libero mercato i profittatori ci sono sempre, inclusi quelli, per esempio, che dicono di aumentare il pacco di pasta prodotto da grano 100% italiano… perché aumenta il grano in provenienza da Ucraina e Russia. Profittatori per i quali, sperando che governo e legislatore non impazziscano calmierando prezzi di alcuni prodotti, il consumatore può ben difendersi con una sua potente arma: il non-acquisto, rivolgendosi ad altri, e se tutti gli altri hanno fatto lo stesso, solo in questo caso può denunciare all’Antitrust questo cartello, essendo stata violata una delle norme base del nostro libero mercato.

François-Marie Arouet – Aduc