Gli bocciano il figlio, a processo per diffamazione contro la professoressa

0

Si puo’ andare a processo perche’ si ritiene ingiusta la bocciatura del proprio figlio? Ebbene si’, se il padre in preda alla rabbia decide di esprimere il proprio disappunto in giro per la citta’, con scritte sui muri contro la professoressa ritenuta responsabile di tale ingiustizia. In questo caso le indagini sono state celeri e puntuali e il processo, a distanza di quattro anni dai fatti, e’ in corso di svolgimento presso il Tribunale di Arezzo. La storia e’ stata rivelata dall’Ansa:

“secondo quanto ricostruito in aula con l’aiuto di alcuni testimoni, sollecitati dalle domande del pm Bernardo Albergotti, lo studente, in un liceo cittadino, alla fine dell’anno scolastico fu rimandato a settembre in tre materie. Presentatosi agli esami di riparazione, però, il ragazzo venne respinto. Poi, qualche tempo dopo, tra novembre e dicembre, per le strade di Arezzo, iniziano ad apparire scritte molto offensive nei riguardi di una professoressa, la quale, data l’ampia diffusione degli epiteti, si vide costretta a fare denuncia contro ignoti. Partirono indagini della polizia e fu individuato il 57enne, padre dello studente bocciato. In base a quanto ricostruito dalla polizia giudiziaria sarebbe stato proprio il genitore, forse ritenendo quella professoressa la maggiore responsabile della bocciatura del figlio, a tappezzare Arezzo di scritte offensive. L’uomo venne denunciato per diffamazione aggravata e pure per l’imbrattamento degli edifici, deturpati dalle scritte, poi è stato rinviato a giudizio dove ora è imputato davanti al giudice Antonio Dami. In aula sono stati ricostruiti tutti i passaggi della vicenda, il processo finirà con l’udienza del 3 febbraio 2023.”

EVEN MORE NEWS