“Giocattoli fantastici e dove trovarli”, il progetto educativo dedicato ai più piccoli

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Tanti: “Ancora una conferma di una città a misura di bambino”
“Continua la collaborazione tra l’Ufficio scuola del Comune di Arezzo e l’Università di Siena, questa volta con un progetto tutto dedicato alle bambine e ai bambini delle scuole dell’infanzia. La nostra città non a caso è risultata tra le prime in Italia per essere a misura di bambino e questa nuova proposta lo conferma. Il gioco in particolare nei primissimi anni di vita ha un ruolo educativo e pedagogico fondamentale per lo sviluppo della crescita e grazie a questa proposta potremo offrire un’alternativa educativa in più ai nostri piccoli”. Il vice sindaco Lucia Tanti commenta così l’iniziativa del laboratorio “Giocattoli fantastici e dove trovarli”, un progetto dell’Università di Siena in collaborazione con l’Ufficio scuola del Comune di Arezzo sul tema del Tinkering Studio. Dall’inglese “To tinker” ovvero “armeggiare”, “provare ad aggiustare”, lo scopo del Tinkering Studio è insegnare a “pensare con le mani” e ad apprendere sperimentando con strumenti e materiali. Da qui, il laboratorio “Giocattoli fantastici e dove trovarli” nel quale le bambine e i bambini si applicano nelle attività manipolative e ludiche con l’ausilio di materiali e giocattoli analogici e digitali. I piccoli di una sezione della scuola Orciolaia, sezione pilota del progetto, sono stati accolti qualche giorno fa nel Campus lab dell’Università, spazio che si presta ad ospitare piccoli gruppi nelle diverse stanze laboratorio, dove sono stati seguiti nelle attività dal gruppo di coordinamento pedagogico del Comune di Arezzo. Tra le attività, un tavolo luminoso grazie al quale i bambini e le bambine  hanno disegnato sulla sabbia e proiettato i disegni sulle pareti, stabilendo connessioni grafico-emotive, l’utilizzo di materiale e di uso comune che ha permesso la realizzazione di strutture cinetiche in equilibrio grazie alle quali sono state sperimentate l’inerzia, lo scorrimento, il bilanciamento, le connessioni e l’equilibrio, il “robot cubetto”, gioco da tavola interattivo con protagonista un piccolo robot per sperimentare principi di ordine spaziale connessi al movimento, e un’esperienza con pedane e rulli stimolanti che si muovono in modo stravagante e sorprendente, facendo sperimentare ai bambini oscillazioni, velocità, gravità, attrito.
“Nel corso della loro vita – afferma la Prof.ssa Loretta Fabbri ideatrice del Laboratorio e presidentessa del Corso di laurea in Scienze dell’educazione della formazione -, bambine e bambini si troveranno di fronte a situazioni nuove e inaspettate e dovranno imparare a gestire l’incertezza e il cambiamento. Apprendere ad interagire correttamente con tecnologie digitali e analogiche attraverso giocattoli intelligenti e materiali educativi di manipolazione aiuta lo sviluppo di un pensiero creativo che li prepara a vivere in questo mondo che cambia continuamente”.

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