Fumata nera al Csm. Sempre piu’ incerto il futuro del pm Roberto Rossi.

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Il Presidente Sergio Mattarella presiede il Consiglio Superiore della Magistratura in occasione dell’Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura.

Fumata nera per la nomina a Procuratore generale di Ancona. Sempre piu’ incerto il futuro del pm Roberto Rossi.

Il plenum del Csm, nella seduta di mercoledi’ scorso, avrebbe dovuto deliberare la candidatura favorita alla vigilia, quella di Lucia Musti, procuratore capo a Modena, ma la pratica è tornata in quinta Commissione, su richiesta del consigliere togato Nino Di Matteo, per l’esame e la valutazione dell’eventuale rilevanza nella procedura di nomina delle intercettazioni di uno dei tre candidati con l’ex consigliere Luca Palamara.

Lucia Musti

Lo stesso Di Matteo che il 24 ottobre 2019 aveva votato contro la riconferma a procuratore capo di Arezzo di Roberto Rossi (16 contrari, 4 favorevoli e 1 astenuto) per aver compromesso “il requisito dell’indipendenza da impropri condizionamenti”.
Rossi, infatti, aveva mantenuto l’incarico di consulenza presso la presidenza del Consiglio dei ministri anche dopo l’apertura dell’indagine sul crac di Banca Etruria, mentre indagava su Pierluigi Boschi, vicepresidente dell’istituto di credito aretino, e la figlia Maria Elena era ministro.

Quindi, ancora oggi, le chat che Luca Palamara ha intrattenuto per anni con il gotha della magistratura italiana continuano a fare vittime illustri.  Vecchi scheletri negli armadi che a distanza di anni riemergono alla luce con l’olezzo disgustoso di un sistema corrotto e marcio fin nella sua linfa vitale.

E come dimenticare allora le chat che Giuseppe Fanfani, ex avvocato, ex sindaco di Arezzo ed ex membro del Csm intratteneva con Luca Palamara, colui passato alle cronache come il tessitore di un sistema corrotto, fatto di nomine concordate a tavolino, un mercato delle vacche a suon di poltrone nelle piu’ importanti procure d’Italia?

Giuseppe “Beppe” Fanfani

Cosa pensare del tono fraterno che Fanfani intratteneva con Palamara, infarcito da  “ti abbraccio forte”, “ti voglio bene fraternamente” e di inviti a cena per riempire le caselle, come fosse il gioco del tetris, con i nomi da piazzare sulle poltrone dei piu’ strategici uffici giudiziari del paese?

E cosa pensare, ancora, quando Palamara in chat con Fanfani il 13 settembre 2018 gli scrive : “Beppe, cerco di far passare conferma Rossi”. Un semplice “ok” e’ la risposta di Fanfani. Mentre Roberto Rossi, proprio in quel periodo, cercava disperatamente di essere riconfermato per la seconda e ultima volta a capo della procura di Arezzo! E il plenum del Csm si era messo di traverso e aveva rimandato la sua pratica in quinta commissione, troppe le criticita’ su quella nomina.  La storia si ripete sempre due volte come diceva Karl Marx: la prima come tragedia, la seconda come farsa, proprio come e’ avvenuto mercoledi’ scorso.

E come non rimanere attoniti leggendo le parole di Fanfani, sempre nelle chat con Palamara, del quale si professa fraterno amico, che il 12 dicembre 2018 scrive:

“Carissime e carissimi ho chiuso la settimana con una grande soddisfazione personale di quelle che ti fanno amare la toga. Il processo per l’omicidio di Martina Rossi di cui han tanto parlato i media qualche anno fa…e che avevo lasciato a mio figlio (Luca Fanfani, ndr) quando fui eletto al csm si e’ concluso con la condanna degli imputati. E’ stato un gran risultato dovuto a due procure molto brave di Genova e Arezzo…”

Un gioco delle parti inquietante, oltre ad un gigantesco e pericoloso conflitto di interessi: l’avvocato della parte offesa (Luca Fanfani) e’ il figlio del membro del Csm (Giuseppe Fanfani) che chiede a Palamara di intercedere per la riconferma del Procuratore capo (Roberto Rossi, pm del processo del caso Martina Rossi) e che all’ottenimento della condanna si vanta con i colleghi dell’impresa del figlio!

Roberto Rossi

Un feuilleton di provincia, dove ciascuno recita la sua parte. Il buono , il brutto e il cattivo (ai lettori l’arduo compito di dare un volto a ciascun personaggio) come nel famoso film di Leone. Ma qui in ballo ci sono dei valori garantiti dalla nostra carta costituzionale, la piu’ bella del mondo, per alcuni. Qui si gioca a freccette con la credibilita’ e l’imparzialita’ della magistratura, gia’ cosi compromessa.

Vero e’ che le tre candidature alla procura di Ancona, tra i quali c’e’ anche quella di Corrado Mistri, sostituto procuratore della Cassazione, tornano adesso in quinta commissione per un’ulteriore valutazione, pur avendo avuto tutti e tre il concerto  della Ministra della Giustizia Cartabia. Un concerto anticipato e forse azzardato: ma la ministra le ha mai lette le chat di Palamara?

2 COMMENTS

  1. Fanfani, il famoso declamatore del diavolo in pubblici luoghi, i satanisti si devono sempre far riconoscere…
    Ma ci sono forze che si oppongono, i seguaci del diavolo non vinceranno mai.. non abbiate paura.

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