Fondazione Cesalpino. Rinnovati i vertici. Progetti e risultati

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Fondazione Cesalpino, al lavoro per la ricerca clinica al San Donato, “Arezzo cuore” che salva vite dall’arresto cardiaco, formazione e campagne di sensibilizzazione per la prevenzione. Appello per il 5×1000 da far restare nel nostro territorio 

Paola Butali confermata presidente. Nuovo consiglio direttivo in carica tre anni. Presto la designazione del nuovo presidente del Comitato scientifico

AREZZO – La ricerca clinica sta contribuendo in modo sostanziale alla qualificazione dell’Ospedale San Donato, con l’inserimento di giovani laureati al fianco dei professionisti esistenti, per sviluppare e applicare cure mirate di nuovissima generazione. E’ così da 14 anni grazie alla attività della Fondazione Andrea Cesalpino, che in molte delle sue iniziative vede la stretta collaborazione del Calcit, con un investimento di tre milioni di euro. La Fondazione offre il proprio contributo attraverso borse di studio, contratti di ricerca, masters e scambi di esperienze professionali con Istituzioni nazionali ed estere instaurando forme di collaborazione con le Università, le strutture sanitarie pubbliche e private e tutti gli altri enti operanti nel settore della sanità e della ricerca scientifica.

Sono 15 i progetti di ricerca che hanno ottenuto la approvazione delle autorità sanitarie nel triennio appena concluso: 10 già portati a termine, 2 in corso, 3 pronti all’avvio.

Se quella della ricerca è l’attività principale della Fondazione Cesalpino, la sua azione spazia anche in altri ambiti, sempre legati alla salute e al benessere della nostra popolazione. I soci si sono riuniti per l’annuale approvazione dei bilanci consuntivi e di previsione e soprattutto per rilanciare sui diversi obiettivi. E’ stato rinnovato il consiglio direttivo (composto da Donato Angioli, Sandra Bianchini, Ivo Brocchi, Giovanni Burroni , Paola Butali rieletta Presidente, Vasco Cacioli confermato Vice Presidente, Marcello Caremani, Alberto Ciolfi, Graziano Dell’Avanzato, Massimo Gallorini, Roberto Giotti, Oliviero Giusti, Piero Iacomoni, Marta Massai, Paolo Mattesini, Alessandra Paglicci, Pietro Ponticelli, Rossano Soldini, Stefano Tenti, Rina Torrioli e Luigi Vignaroli) e fissato per la prima riunione il rinnovo del Comitato Scientifico (organo consultivo della Fondazione nella selezione e valutazione delle iniziative, dei progetti da studiare e proporre e delle collaborazioni da avviare, per acquisire pareri e giudizi qualificati sotto il profilo tecnico e scientifico sulle  implicazioni di tali iniziative, progetti e collaborazioni) fio ad oggi presieduto da Leonardo Bolognese prima e Sergio Bracarda poi.

La Fondazione Cesalpino organizza anche le iniziative nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori.

PROGETTO AREZZO CUORE

Nel corso dell’assemblea dei soci la presidente Paola Butali ha rendicontato l’esito del progetto “Arezzo Cuore”. Attivo dal 2010, ha visto la istallazione nel territorio provinciale di oltre 800 DAE (defibrillatori) e la formazione di ben 25.000 soccorritori laici (non personale sanitario), addestrati alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’uso dei defibrillatori semiautomatici.

Il progetto ha permesso un aumento della sopravvivenza nei pazienti in arresto cardiaco dal 5% al 25%, riconoscendo ufficialmente che il territorio aretino è il primo in Italia “cardiologicamente protetto”.

PROGETTO GIONA

Nel progetto Giona, promosso da Calcit e Asl, la Fondazione Cesalpino e partner strategico. L’obiettivo è di rendere gli studenti degli Istituti di scuola superiore Itis Galileo Galilei di Arezzo, Liceo artistico Pier della Francesca di Arezzo e il Liceo scientifico F. Redi di Arezzo attori principali del progetto. I ragazzi sono i promotori di un’azione di informazione gestita in modo laboratoriale fino al cambio di paradigma, quando loro stessi diranno ai genitori, agli adulti non fumare, non bere. I ragazzi che partecipano al progetto, hanno iniziato due anni fa con ricerche, laboratori e materiale da distribuire. In particolare il liceo artistico ha prodotto spot, video, slogan ideati e prodotti dagli studenti che possono essere utilizzati per campagne di prevenzione. L’Itis ha studiato i prodotti alimentari, analizzando la loro provenienza e il processo di produzione, mentre il liceo scientifico ha istituito dei laboratori sul cibo.

PROGETTO “MI STO A CUORE”: INVESTO IN SALUTE

Con il patrocinio, e la collaborazione di qualificati partner (Regione Toscana, Asl, Aboca, Calcit, Novartis e Officina 31), la Fondazione Cesalpino ha dato vita al progetto “Mi sto a cuore”, dedicato alla prevenzione oncologica e cardiovascolare.

Noi siamo quello che mangiano, beviamo, respiriamo, ma ce lo siamo dimenticati. Abbiamo rinunciato alla buona dieta mediterranea e spesso i nostri giovani preferiscono il cibo trash pagandone amare conseguenze in termini di malattie oncologiche, malattie del sistema cardiovascolare e di qualità della vita nel suo insieme.”

“Costruendo percorsi di corretta informazione – ha ricordato la presidente Butali – possiamo invertire la rotta: ma solo con la consapevolezza e non con l’imposizione. Nei Paesi sviluppati, dove per decenni si è fatto abuso di cibo, alcool e fumo, attualmente si è reso necessario invertire questo percorso anche perché impatta pesantemente con la sostenibilità ambientale. Anche l’attività fisica che nelle generazioni precedenti era impegnata soprattutto nel lavoro manuale talora pesante e nei bambini consisteva nel gioco all’aperto generalmente nel verde, si è completamente trasformata, e quindi ridotto il consumo energetico giornaliero che ci porta ad un aumento del peso e conseguente obesità abbinato a malattie metaboliche fin dai primi anni della vita.

Per combattere le malattie oncologiche e cardiovascolari in aumento, bisogna investire sulla prevenzione primaria, promuovendo l’adozione di corretti stili di vita. Con il progetto “Mi sto a cuore” la Fondazione opera nel campo della comunicazione locale per campagne mirate alla adesione agli screening, alla vaccinazione contro il papilloma virus, all’abuso di alcol e fumo, all’attività fisica e alla alimentazione.

IL 5×1000 RESTI SUL TERRITORIO PER LA NOSTRA SALUTE

La Fondazione realizza tutte queste attività, grazie a donazioni di aziende, privati e in forma molto stringete sui progetti, con l’ausilio del Calcit, che la presidente Butali non ha mancato di ringraziare durante l’annuale assemblea.

Ma tutti gli aretini (e non) possono fare qualcosa di semplice e non oneroso, per aiutare la fondazione.

In occasione della denuncia dei redditi chiunque può decidere che il 5% delle tasse che sta pagando, vengano dirottate a questa Fondazione in cui, tanto per essere chiari, nessun dirigente o amministratore prende compensi, e tutto il ricavato va alla ricerca scientifica del San Donato, alle campagne informative, al progetto per salvare le persone in caso di arresto cardiaco.

Farlo è facile, basta ricordarselo quando si va dal commercialista, o al Caf, o se si fa la dichiarazione direttamente con il modello CU fornito dal datore di lavoro o dall’ente di previdenza. Si deve fare una firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e delle Onlus”. Poi si deve indicare il codice fiscale della Fondazione Cesalpino, che è 92044150511.

Quei soldi, pochi o tanti, andranno direttamente ai progetti della Fondazione, resteranno cioè al servizio della nostra salute.