Fondazione Cesalpino in lutto per la scomparsa di Luigi Vignaroli

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E’ stato fra i soci fondatori, animatore appassionato, intelligente e concreto. La campagna sui defibrillatori il suo fiore all’occhiello.

AREZZO – Ancora un grave lutto ha colpito la Fondazione Andrea Cesalpino: ieri pomeriggio è deceduto, in ospedale ad Arezzo Luigi Vignaroli, per tutti “Gigi”.

Il dottor Vignaroli, commercialista stimatissimo, era uno dei soci fondatori del sodalizio, di cui è stato per molti anni presidente. La Fondazione Cesalpino, nata su spinta del professor Leonardo Bolognese, elaborata nella sua struttura giuridica e funzionale dall’avvocato Cesare Mafucci (fondatore pure lui),  aveva trovato un nucleo iniziale di soci che ha sviluppato nel concreto una innovativa serie di progetti.

“Gigi – ricorda il dottor Donato Angioli, altra anima pulsante e pensante della Fondazione – oltre che un grandissimo amico, è stato una colonna portante del gruppo, impegnato a rendere concrete con solide basi, le idee e i progetti sviluppati. E’ stato ispiratore e sostenitore, sempre su input prima del professor Bolognese, poi con la gestione sul capo del direttore della emergenza-urgenza della Asl Massimo Mandò, della campagna per la diffusione dei defibrillatori nel nostro territorio. Un lavoro capillare fatto non solo di comunicazione, ma di contatti diretti con le amministrazioni, con le aziende, con le categorie, per superare oggi quota mille defibrillatori istallati nel nostro territorio e 25.000 soccorritori formati, che hanno reso la provincia di Arezzo quella più cardioprotetta d’Italia”.

In Fondazione Vignaroli dava coraggio e sostanza ad ogni progetto innovativo, che magari stentava a partire perché c’è sempre da “combattere” con le risorse: “con buoni progetti, i soldi li troviamo, andrò io a battere cassa dove serve” diceva.  E così avveniva.

“Poche mesi fa ci ha lasciato Giovanni Burroni, adesso Luigi Vignarori. Un periodo di grande dolore per la Fondazione – afferma la presidente Paola Butali – e voglio esprimere tutta la vicinanza e l’affetto la vicinanza che a nome mio, di tutto il consiglio direttivo e del comitato scientifico, alla famiglia Vignaroli. Non sono parole di circostanza le mie, ma se è vero che nessuno è insostituibile, sarà davvero impossibile coprire il vuoto che Vignaroli lascia in noi. E’ stato, e mi sento dire che ancora lo è, l’elemento che ha sempre saputo dare gambe ai progetti, anche i più innovativi. Con lui siamo partiti con il finanziamento di decine e decine di iniziative per la ricerca scientifica e clinica dentro il San Donato che negli anni hanno portato il meglio dei neolaureati ad arricchire una offerta già di grande qualità del nostro ospedale. Con lui si è sviluppato con grande successo il progetto dei defibrillatori. Ha creato le condizioni per una stretta collaborazione con il Calcit, e per il progetto Giona. E ancora, le giornate dedicate agli aretini che in tutto il mondo stanno ottenendo grandi successi nel campo medico-scientifico e della ricerca e che continuano ad avere rapporti con la nostra sanità. Fino al sostegno a progetti artistici sempre legati alla diffusione della cultura della salute. Vignaroli era fantasia e concretezza: due qualità che lo rendevano unico”.