“Desertificazione bancaria” chiusi 26 sportelli ad Arezzo negli ultimi due anni

0

Di recente, la FABI – Federazione Autonoma Bancari Italiani, il primo sindacato in Italia per numero di iscritti nel settore bancario, ha prodotto un approfondito report sulla “Desertificazione bancaria”, evidenziando cioè tutti quei Comuni che non hanno più sportelli bancari nel proprio territorio.

In Italia si parla di 3.062 Comuni, che coinvolgono una popolazione superiore ai 4 milioni di cittadini, pari al 7% di tutti gli abitanti. I dati dimostrano una situazione molto diversificata da zona a zona.

In Toscana, i cittadini che abitano nei 26 Comuni senza più banche sono più di 50mila, l’1,5% degli abitanti della Regione. Le province di Lucca e Arezzo vedono questo dato attorno al 4% e al 3%.

Anche se la percentuale regionale fa pensare ad un fenomeno limitato, non è certo edificante pensare che ben 50mila cittadini devono uscire dal proprio Comune, per trovare uno sportello di banca.

Andando ad analizzare il fenomeno in un certo arco temporale, vediamo che oggi la Toscana registra circa 1.570 sportelli bancari nel complesso, che erano 1.825 solo nel 2019; quindi: – 254 sportelli (- 14%) in soli tre anni. E l’immediato futuro non fa sperare in meglio. I Piani Industriali dei Gruppi Bancari principali parlano, per ora a livello nazionale, di ulteriori diminuzioni di filiali; Intesa Sanpaolo ne chiuderà altre 1.100 entro il 2025, cioè un terzo delle filiali “Retail”, il MPS ne chiuderà altre 150, e così via.

Ad oggi, in Toscana è questa la situazione delle presenze più rilevanti: MPS circa 300 filiali, Intesa Sanpaolo 237, Banco BPM 132, Unicredit 100, Credit Agricole circa 100, e così via. Le prime cinque banche della classifica toscana, assommano il 55% del totale degli sportelli.

I dati della Banca d’Italia evidenziano (nel raffronto fra gli anni 2019 e 2021) una diminuzione di 196 sportelli (- 10,74%) nel dato regionale; il dato per provincia parla di: Firenze – 58 sportelli (-12%), Arezzo – 26 (-14,5%); Pistoia – 17 (-13,5%); Pisa e Prato con – 10%; Grosseto, Lucca, Prato e Livorno con – 9%; Massa-Carrara – 5%. Ma in questi dieci mesi del 2022, altre chiusure ci sono state, come abbiamo visto, e altre ce ne saranno nell’immediato futuro.

Oltre alle grandi banche SpA, abbiamo una qualificata presenza di banche di Credito Cooperativo che resistono, e molto bene, nel cercare di dare servizi anche in quei territori “meno interessanti” per i giganti del credito.

Infatti, e anche qui rimando ad un report della FABI, ad una diminuzione delle filiali bancarie, soprattutto nelle zone più decentrate, non si accompagna un parallelo e proporzionale incremento nell’uso dell’internet banking. In Italia, ne fa uso il 45% della popolazione, come la Grecia o la Turchia, quando tale percentuale sale, ad esempio, al 58% nella Slovacchia, al 75% in Belgio, 72 in Francia, 84% in Svezia e 96% in Norvegia.

Così, i 50mila toscani senza più banche nel loro comune, rischiano anche di essere esclusi dai servizi bancari in generale, laddove l’uso dell’e-banking è difficile o quasi impossibile per motivi generazionali, culturali e per limiti tecnologici.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here