Consiglio Comunale 31 marzo

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Interrogazioni

Dopo un minuto di raccoglimento proposto da Simon Pietro Palazzo in memoria di Antonio Zucchi, la prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Donella Mattesini sull’abbandono scolastico e la richiesta alla giunta di informare l’assemblea sulle azioni che intende mettere in campo per affrontare il problema. “Il fenomeno riguarda chi consegue la sola licenza media e proviene dai contesti più difficili, a livello socio-economico. I numeri sono diventati importanti, la provincia di Arezzo ha raggiunto la soglia del 22% collocandosi agli ultimi posti della graduatoria nazionale, e le conseguenze possono riverberarsi sull’intera vita di questi giovani”.

Ancora Donella Mattesini ha ricordato che “sono 28.197 i minori non accompagnati che sono giunti in Italia a seguito della guerra in Ucraina. Il tribunale dei minori di Firenze ha diramato puntuali indicazioni sulla loro accoglienza: sostanzialmente gli enti locali devono promuovere affidamenti familiari in via prioritaria e ricorrere al ricovero in struttura come extrema ratio. Ad Arezzo possiamo contare su una realtà come Affid.Ar per la tutela di bambini e adolescenti mentre sono già 50 le famiglie che hanno manifestato la loro disponibilità ad accogliere questi giovani. A fronte di tali premesse, chiedo quali procedure intende adottare l’amministrazione comunale che sembra voler andare nella direzione opposta rispetto a quella raccomandata dalla magistratura”.

“Seguendo le regole del buon senso e della legge – ha sottolineato il vicesindaco Lucia Tanti – valuteremo caso per caso in stretto contatto con tutti i soggetti in campo. Faccio presente che un conto è un minore singolo giunto in Italia e un conto sono due fratellini. Non possiamo pensare, in merito a questi ultimi, di procedere all’affidamento familiare di uno soltanto e separarne così i destini. E non è detto, ovviamente, che una singola famiglia possa assumersi un impegno come quello generato dall’ingresso di due nuove persone. Le situazioni specifiche, dunque, sono variegate. Ringrazio chi ha manifestato la sua disponibilità, dovremo pensare anche a percorsi formativi per queste famiglie”.

Michele Menchetti è tornato sull’incremento delle indennità per gli amministratori locali: “il sindaco nel 2021 riceveva 3.381 euro mensili, nel 2022 saranno 5.120, 6.000 nel 2023 e 7.245 nel 2024. Analoghi aumenti scattano per gli assessori che nel 2024 arriveranno a percepire 5.796 euro mensili e per il presidente del Consiglio Comunale che dai 2.705 euro del 2021 arriverà nel 2024 a 5.796. Pur concordando che tutti questi ruoli abbiano assunto negli anni grandi responsabilità, non è questo il momento di operazioni di tale natura e portata. Chiediamo perciò ai beneficiari di rinunciare a tali aumenti e destinarli a un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà e per fronteggiare il caro bollette. Fondo che in questo modo, nel 2024, potrebbe raggiungere la rispettabile cifra di 947.000 euro”.

Ancora Michele Menchetti “ha rilevato che per alcuni consiglieri comunali mancano nel sito istituzionale i dati sulle loro situazioni patrimoniali e di reddito. Chiediamo, di conseguenza, di dare seguito a un adempimento previsto dalla normativa e che risponde a un sacrosanto criterio di trasparenza”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli ha colto positivamente questa sollecitazione: “farò in modo che tali situazioni vengano sanate il prima possibile per rendere pubblici i dati citati”.

Marco Donati ha chiesto se è ancora in campo il progetto di un ulteriore piano destinato a parcheggio per l’autorimessa di via Pietro Aretino e che avrebbe come conseguenza l’eliminazione di un giardino pensile dove sorge l’attuale copertura. “L’impatto su quella zona sarebbe negativo non solo per l’ambiente ma anche per la mobilità. L’obbligo pubblicistico di realizzazione del giardino è realmente prescritto? Verrà presentata istanza alla Soprintendenza per ottenere un parere in merito come richiesto dai residenti?”

“La situazione di quel lastrico solare – ha ricordato l’assessore Francesca Lucherini – è lasciata a se stessa dal 1994, anno a cui risale l’ultima delibera di una giunta comunale. Di verde pubblico, francamente, non ne abbiamo visto per i successivi 28 anni. La prima cosa che intendo ribadire è che nel nuovo piano operativo, la scheda urbanistica in questione non contempla né verde pubblico né una piazza pubblica, per cui la soluzione ‘posti auto’ non contrasta con gli strumenti di pianificazione urbanistica. Ricordo inoltre che la Soprintendenza si è espressa un anno fa sul progetto suddetto, con un parere non negativo che contempla alcune prescrizioni: in particolare, che i nuovi parcheggi, di cui peraltro tantissimi cittadini e operatori lamentano la mancanza, siano adeguatamente ‘schermati’ da piante a corredo”.

Andrea Gallorini ha ricordato che via Arno è una delle strade più trafficate della città, “anche da camion e autobus. Sono presenti sette attraversamenti pedonali e due dossi artificiali all’incrocio con via Po. Tuttavia, riteniamo che questi ultimi debbano essere sostituiti da attraversamenti pedonali rialzati, presenti già in via Masaccio e viale Maginardo. Sarebbe una soluzione opportuna, da estendere lungo tutto l’asse di via Arno per garantire maggiore omogeneità alla sua sicurezza”.

“Era mia intenzione intervenire su quella svolta – ha dichiarato l’assessore Alessandro Casi – già nel corso degli ultimi lavori a Saione. Non è stato possibile ma il progetto di incrocio rialzato resta valido e lo realizzeremo”.

Francesco Romizi ha posto l’attenzione sulla galleria comunale di piazza San Francesco. “Costituita nel 1962, aveva lo scopo di riunire tutte le opere partecipanti dal 1959 al Premio Arezzo. Si tratta di 500 realizzazioni dei principali artisti italiani, sparse qua e là, tra interrati e magazzini. La mancanza di una loro idonea conservazione, le avrà certamente deteriorate. Non esiste peraltro un inventario per cui non è possibile sapere quali siano integre e quali irrecuperabili. C’è intenzione di arrivare alla stesura di un inventario generale e a una stima di ogni singola opera? È in progetto la realizzazione di una mostra permanente? Quali altre collezioni private donate al Comune negli anni passati versano nelle stesse condizioni di quelle del Premio Arezzo?”

“È un’operazione che mi sta a cuore – ha ricordato il sindaco Alessandro Ghinelli – e posso dire che a seguito dell’ingresso nel Cda della Fondazione Guido d’Arezzo del professor Carlo Sisi abbiamo deciso di affidare un incarico a una società debitamente selezionata che sta già procedendo a fotografare, schedare e catalogare tutte le opere della galleria comunale di arte contemporanea e a digitare completamente il materiale di archivio. Proprio in vista di un’esposizione da collocare in una sala, non in tutta la galleria, delle opere stesse a rotazione”.

Ancora Francesco Romizi: “il turismo, soprattutto nazionale, sta ripartendo. Che genere di sostegni sono previsti per gli operatori? Quanti incontri sono stati organizzati da Comune e fondazioni e quali sono in programma con gli operatori turistici della città? C’è intenzione di arginare l’abusivismo che caratterizza la professione di guida turistica e perché non ci sono controlli della PM? Perché non viene previsto un incontro con gli esercenti per affrontare il problema delle chiusure domenicali? Quali sono i progetti nell’immediato futuro per la promozione della fortezza? L’assenza dei bagni pubblici, infine, resta una lacuna gigantesca”.

L’assessore Simone Chierici: “sostegno agli operatori e confronto sono le mission della Fondazione Arezzo intour. Si tratta di compiti che svolgiamo in maniera costante, in alcuni casi sono sfociati in aiuti economici diretti, come per le guide, in altri si caratterizzano per gli incontri ciclici che consolidano i rapporti già molto stretti con albergatori e ristoratori. L’abusivismo è un fenomeno complesso, molte ‘guide abusive’ vengono però da fuori e possono essere persone che amichevolmente si prestano a descrivere Arezzo a un gruppo di amici con il quale hanno organizzato un’escursione domenicale: come fa la PM a contestare loro una sanzione? Certamente, terremo gli agenti in allerta. In estate la chiusura degli esercizi commerciali può in effetti costituire un problema: è chiaro che come presidente della fondazione mi farebbe piacere vederli aperti la domenica a luglio e agosto ma capisco anche le esigenze familiari o di vita di un commerciante che ha diritto al suo tempo libero e a trascorrerlo con i suoi cari. Non abbiamo potere di imporre le aperture, un calendario potrebbe, ad esempio, essere concordato con le categorie e gli esercenti stessi. Non corrisponde al vero che non esistono bagni pubblici, resta che sono insufficienti. L’assessore Alessandro Casi avrà presto una riunione in vista dell’implementazione del servizio”.

“Sulla fortezza – ha aggiunto il sindaco Alessandro Ghinelli – stiamo facendo convergere tre filoni di attività: un progetto congiunto tra Fondazione Guido d’Arezzo e Soprintendenza per la realizzazione di un percorso multimediale che garantisca la fruizione del manufatto nella sua totalità. L’incarico è in corso di definizione ed è stato affidato al professor De Vita che ha seguito da sempre i lavori ultradecennali di restauro. Il secondo filone prevede l’utilizzo della parte inferiore della fortezza per l’esposizione di opere di scultura. Continuiamo dunque con una tradizione che ha già portato grandi artisti e anticipo che dopo bronzo e acciaio sarà la volta, a giugno, del marmo di Fabio Viale. Il terzo filone di utilizzo e valorizzazione è il palcoscenico nell’ellisse superiore, i cui camerini stanno per essere completati. Sostituirà o si abbinerà all’anfiteatro. Sarà proprio la fortezza a ospitare a giugno l’iniziativa letteraria Arezzo città dei lettori che vedrà ospiti i cinque finalisti del Premio Strega prima della cerimonia che decreterà il vincitore 2022 al ninfeo di Villa Giulia a Roma”.

Alessandro Caneschi ha ricordato che “uscendo dal parcheggio dell’ospedale e imboccando via Uguccione della Faggiuola si presenta una situazione di forte degrado causata da due immobili di proprietà comunale abbandonati a se stessi. Molte associazioni di volontariato sono alla ricerca di sedi: perché non pensare proprio a questi immobili? Chiediamo di conseguenza che sia posto fine al loro stato attuale, con un’adeguata ristrutturazione che li renda degni del benemerito lavoro svolto dalle associazioni che supportano le strutture sanitarie”.

Ancora Alessandro Caneschi ha rilevato che il parco lungo viale Don Minzoni è “un’area molto frequentata, lo sarebbe ancora di più ma i lavori sono purtroppo sospesi. Insieme a questo aspetto, si somma l’altro problema del bando per la gestione delle strutture in fase di realizzazione che rischia di comportare un allungamento dei tempi. Quando potranno i cittadini finalmente godere di quest’area?”

L’assessore Alessandro Casi: “lo stop ai lavori è stato necessario per bonificare la zona dopo che erano emersi laterizi e cemento da smaltire. Ripartiranno la prossima settimana. Per quanto riguarda le strutture, ne affideremo la gestione contemporaneamente all’apertura del parco: obiettivo attuale dell’intero crono-programma è settembre 2022”.

Giovanni Donati ha ricordato che “l’area di Campo di Marte continua a essere luogo di spaccio e risse. Fra pochi giorni, ospiterà locali e uffici dell’azienda sanitaria, che diverranno anche sede di vaccinazioni. Se questo sviluppo potrà costituire un deterrente nei confronti di certi comportamenti, lo stesso impone anche una maggiore sicurezza dell’area. A nostro giudizio è necessario un presidio fisso della PM da ubicare nell’immobile di proprietà comunale, posto a margine del parco, che negli anni ha ospitato anche un locale molto frequentato. Chiediamo che questo progetto venga realizzato al più presto”.

Valentina Vaccari ha posto la questione del palazzetto del Maccagnolo: “per ora si sono succedute varie dichiarazioni dell’assessore Federico Scapecchi fino a quella in cui sostiene di avere finanziato l’ultima parte dei lavori con risorse comunali per un importo di 78.000 euro, necessari alla pavimentazione della struttura. A oggi, però, quest’ultima è ancora chiusa cosicché i pallavolisti, da due anni, devono allenarsi e giocare nelle palestre scolastiche dove mancano alcuni presupposti e penso in particolare alle tribune in grado di ospitare il pubblico. Chiediamo quale sia lo stato di avanzamento dei lavori, il loro termine presunto, con quali modalità e contenuti verrà emesso il bando per la concessione della gestione del palazzetto e se verrà utilizzato, per reperire risorse, il bando della Regione Toscana per il sostegno finanziario degli impianti sportivi pubblici che scadrà il prossimo 26 aprile”.

L’assessore Federico Scapecchi: “possono esserci alcuni disagi per i pallavolisti ma francamente non ho notizia di deficit strutturali delle palestre scolastiche che rappresentano, anzi, ottime strutture. Per questo sport, funziona anche la palestra di Palazzo del Pero che avrà come problema la distanza dalla città ma è pur sempre molto adatta e dotata di una piccola tribuna per gli spettatori. La ristrutturazione del Maccagnolo era suddivisa in tre lotti strutturali: i primi due, per il miglioramento sismico e la sostituzione di tutti gli infissi sono entrambi terminati e collaudati. Per il terzo, restano in sospeso solo le opere impiantistiche: a fine aprile provvederemo all’assegnazione dei lavori a una nuova impresa, la stima temporale è di 60 giorni, compatibilmente ai problemi attuali di costo e reperimento delle materie prime. Subito dopo la loro conclusione, provvederemo alla sostituzione della pavimentazione che è entrata in questo lotto di opere proprio su mia sollecitazione, perché inizialmente non era prevista. Per essa dobbiamo prevedere ulteriori 15/20 giorni. Sommando i periodi, possiamo auspicare che in vista della prossima stagione agonistica il palazzetto potrà riaprire. Purtroppo in merito al bando regionale non sembra ci siano i presupposti. Lo scorso anno, infatti, per lo stesso bando, abbiamo ottenuto 79.000 euro per San Lorentino. Il nuovo ha sancito che non possono parteciparvi i Comuni che hanno ricevuto i finanziamenti dal precedente”.

Donato Caporali ha chiesto chiarimenti sulla variante alla S.R. 71 cosiddetta Piscinale-San Zeno: “dovranno esserci una riflessione sul rapporto costi/benefici prima di procedere alla realizzazione dell’opera e interventi compensativi per le popolazioni interessate. Un aspetto specifico del tracciato riguarda l’attraversamento in galleria dell’abitato di Quarata. Alla petizione dei cittadini che invitano a non procedere verso tale soluzione, l’amministrazione non ha risposto”.

L’assessore Marco Sacchetti: “in realtà, ai referenti della petizione citata ho fornito replica il 17 settembre 2020 quando ho scritto che l’arteria in questione è innanzitutto regionale e dunque non è il Comune l’ente competente in prima istanza. Inoltre, ho ricordato che la scelta del tracciato definitivo dovrà essere sottoposta a conferenza di pianificazione e valutazione di impatto ambientale e proprio nell’iter di quest’ultima verifica potrebbe rientrare la cosiddetta ‘opzione zero’, ovvero il non realizzare l’opera. Il fatto poi che la variante in questione sia inserita nel piano strutturale è un’indicazione che ha lo scopo soltanto di rappresentare in maniera schematica una delle dotazioni infrastrutturali che riteniamo essenziali. Non c’è alcunché di cogente. Se dovessi infine fare una previsione, questa variante non vedrà la luce ma se il problema dovesse ridursi alla galleria, ritengo necessaria la giusta fiducia nella tecnica e nelle salvaguardie che oggi concede”.

Donato Caportali ha chiesto se non sia intenzione dell’amministrazione “riaprire il punto informazioni turistiche alla stazione, nell’immobile ex Atp, e con quali tempi” e l’assessore Simone Chierici ha ribadito che “è nostro interesse fare della sede suddetta un punto strategico del turismo aretino e che stiamo studiando un’alternativa nel caso in cui non ne entrassimo in possesso in tempi brevi”.

Francesco Romizi è invece tornato sullo snodo viario di via Fiorentina, “che doveva essere concluso da un anno al costo di 3 milioni e mezzo. La parola più ricorrente in questi mesi è stata ‘imminente’, usata dagli attuali amministratori per il presunto inizio dei lavori. I costi sono lievitati nel frattempo fino a 6.332.000 euro. Che cosa è accaduto? Viene in mente un’altra parola, ovvero ‘grave’, da riferire questa volta all’attuale situazione”.

“Tutto – ha replicato l’assessore Marco Sacchetti – è nato dalla presenza dei sottoservizi. Una problematica rispetto alla quale, è bene precisarlo, avevamo deciso di intervenire in corso d’opera e questo aveva subito determinato anche l’accantonamento di una somma da tenere a disposizione. Era in questa seconda fase, in realtà, che avrebbe preso corpo una puntuale quantificazione economica: al costo effettivo del cantiere andava comunque aggiunto il suddetto accantonamento. Poi i lavori si sono interrotti, il Covid ha certamente influito così come alcune scelte assunte dall’amministrazione con senso di responsabilità e cito la re-internalizzazione della direzione dei lavori e l’avvio della procedura di variante. Siamo così arrivati a una nuova perizia, all’esigenza di ulteriori saggi esplorativi, al finanziamento: una procedura molto complessa al termine della quale avevamo prospettato febbraio 2022 come data possibile. È proprio in questo frangente che è successo un altro terremoto: l’aumento dei prezzi dei materiali. Cito solo il più 70% per l’acciaio. Le ditte sono in ginocchio. La situazione congiunturale causata da questi rincari è drammatica, va a impattare su un cantiere critico come via Fiorentina, potrebbe impattare sul cantiere del Baldaccio ma anche su cantieri più ordinari e questo succederà in ogni parte d’Italia. Restando al piano nazionale, non escludo che tutto questo si riverberi sul Pnrr bloccandolo. Anche l’impresa chiamata a sottoscrivere i contratti aggiuntivi conseguenti alla perizia sopra richiamata, ha risposto che non intende procedere in tal senso. In queste condizioni non voglio esprimermi su una data”.

Le pratiche

L’assessore Federico Scapecchi ha parlato della riapertura della piscina di via Gramsci
Su sollecitazione di Francesco Romizi che ha messo in risalto come il Comune di Arezzo sia stato forse l’unico capoluogo di provincia in Italia senza permettere per mesi la fruizione di una piscina, l’assessore Federico Scapecchi ha ribadito che “la vicenda del palazzetto del nuoto sta per trovare un epilogo con la riapertura dell’impianto lunedì 11 aprile, come da precedente comunicazione del gestore confermata da una nota stampa odierna. Quest’ultimo tornerà disponibile inizialmente per gli atleti agonisti, essendo a quel giorno utilizzabile una sola vasca, mentre da lunedì 2 maggio la riapertura sarà generalizzata. Il primo maggio è inoltre previsto un evento a ingresso gratuito per nuoto libero e fitness. Fino al 30 aprile nulla cambia: servirà infatti ancora il green pass rafforzato e dunque anche la vigilanza della polizia municipale non verrà meno”.

Dopo di che, sempre su proposta dell’assessore Federico Scapecchi è stata approvata dal Consiglio Comunale la nuova versione del regolamento per la gestione e l’uso degli impianti sportivi comunali. “Occorreva intervenire – ha rilevato l’assessore – con un articolato ex novo e non con la modifica parziale o l’integrazione del precedente, considerate le normative nazionali e regionali intervenute progressivamente dopo l’emanazione di quel testo. Il regolamento che scaturisce, dunque, rappresenta una sorta di ‘anno zero’ per gli impianti sportivi, un complesso di regole a cui sono soggette tutte le strutture, sia quelle a gestione comunale diretta sia quelle in concessione. I principi ispiratori sono: la rilevanza pubblica degli impianti. Non si deroga più al principio del bando per ottenere la loro gestione. La variabilità nella durata della stessa: diciamo che la prassi prevede per un concessionario un periodo di 6 anni più un solo rinnovo per altri 6, con la possibilità di una proroga tecnica di ulteriori 12 mesi. Tuttavia, un concessionario può arrivare a una gestione venticinquennale a determinate condizioni che sono la necessità di riqualificazione e ammodernamento dell’impianto. In questo modo premiamo la volontà d’investire. Accesso e uso degli impianti comunque garantito, a conferma della valenza sociale della disciplina introdotta: anche i singoli cittadini che non siano iscritti ad alcuna società o aderiscano a una diversa dal concessionario, devono poter fruire delle strutture, nei tempi rimasti disponibili e pagando una tariffa che sarà la giunta a determinare.

Abbiamo inoltre introdotto una ‘terza via’, a metà tra la gestione diretta del Comune e la gestione in concessione. Si tratta della cosiddetta ‘gestione in uso’. Per alcuni impianti, precipuamente le palestre delle scuole, a disposizione delle associazioni sportive dilettantistiche in accordo con i dirigenti scolastici, non si procede all’affidamento di una vera e propria gestione ma un soggetto s’impegna comunque alla cura di alcune attività quali la custodia, la pulizia e l’allestimento.

Ulteriore punto riguarda la concessione degli impianti privi e con rilevanza economica, qualità assegnata dalla Giunta sulla base di valutazioni periodiche. Solo per i primi è prevista la possibilità di un contributo da parte del Comune per assistere il gestore”.

Il Consiglio Comunale ha esaminato il progetto della società Italferr relativo all’installazione in città di barriere antirumore lungo la ferrovia Firenze-Roma. I lavori, in particolare, riguardano i tre chilometri e mezzo compresi tra la frazione di San Marco e viale Cittadini. “Oggi prendiamo atto di questa opera pubblica – ha sottolineato l’assessore Francesca Lucherini – ma confidiamo che in una fase successiva, magari in sede di conferenza dei servizi, qualcuno sollevi la questione del forte impatto visivo di strutture alte 7 metri. E penso alla Soprintendenza”.

Dalla Cat, per voce del presidente Simon Pietro Palazzo, è pervenuto un emendamento con cui è stato chiesto che gli stessi pannelli fonoassorbenti siano, proprio per minimizzarne l’impatto visivo, in materiali trasparenti. Per Michele Menchetti, sulle pareti delle barriere andrebbero sistemati pannelli fotovoltaici. L’assessore Francesca Lucherini ha fatto proprio l’emendamento Palazzo e non accolto l’emendamento Menchetti che è stato poi bocciato dall’assemblea. La delibera emendata è stata approvata.