Confcommercio toscana: esplode la rabbia

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La Toscana rimane arancione. Dopo la notizia dell’ordinanza firmata dal Ministro Speranza nella giornata di ieri, venerdì 11 dicembre, arriva la reazione di Confcommercio.

Il direttore Franco Marinoni ha affidato ad un post su Facebook le sue parole.

“Lombardia e Veneto, con situazioni oggettivamente peggiori delle nostre, sono da tempo in “zona gialla”. Noi toscani ancora arancioni. Qualcuno me la deve spiegare…”

E prosegue: “Non ci sentiamo rappresentati da queste istituzioni. Quelle nazionali, che non tengono conto delle nostre ragioni, e quelle locali, incapaci di farle valere. Quando si mischia incompetenza, incapacità ed inadeguatezza al ruolo tutto è possibile, anche questo schiaffo. Non a noi ma alla Toscana nel suo complesso…” 

Il commento di F.G.
Oggi i quotidiani Toscani stanno cercando i motivi per la permanenza nella Zona Arancione tirando fuori uno sfondone dietro l’altro.
Terapie intensive sopra al 30%? Sono nella stessa condizione, se non messe peggio, ben 12 zone gialle.
Troppi pochi tamponi? Non esiste questo indicatore nel report dell’ISS, se sono pochi o troppi si deduce dal rapporto tra positivi e numero di temponi fatti.
D’altra parte cosa dovremmo fare? Se ci sono pochi sintomi e poca richiesta, rincorrere la gente per costringerla fare tamponi non necessari, solo per dimostrare una bassa incidenza tra tamponi e soggetti positivi?
Il motivo del non cambio di colore è politico non tecnico.
L’ultimo DCPM prevede una uscita automatica dalla zona arancione se dopo 14 giorni i dati delle ultime 2 settimane sono da zona inferiore. Se lo sono anche senza che siano passati 14 giorni l’uscita invece non è automatica, ma a discrezione del Ministero della Salute.
Speranza non ha liberato volontariamente Piemonte, Basilicata e Lombardia, è stato costretto dal DPCM, mentre per la Toscana e Campania pur sapendo lui stesso che hanno numeri molto migliori di Lombardia e Piemonte, ha usato ogni prerogativa in suo possesso per ritardarne l’uscita.
È una decisione prettamente politica fatta perché sapevano che la regione Toscana avrebbe subito senza ribellarsi.
La beffa è che Giani si era speso per far modificare il DCPM in modo che non ci fosse più l’obbligo dei 14 giorni ma lasciando la decisione nelle mani di Speranza (che se potesse chiuderebbe tutta Italia con il lucchetto fino a che è ministro), si è fatto fregare da quello da lui considerato governo amico. La stessa scelta di convocare l’ISS di venerdì per analizzare il rapporto settimanale con i dati della settimana precedente è fatta allo scopo di ritardare ancora di più le uscite dalle restrinzioni. Quando ci sarà da richiudere qualche regione certamente tornerà a convocarlo di martedì o di mercoledì per anticipare le misure.
Fonte dati in tabella, report ISS di ieri http://www.salute.gov.it/…/C_17_notizie_5216_1_file.pdf…