Albergo sanitario, salta ipotesi “I Gelsi”. La USL si arrende e chiede al Prefetto di requisire una struttura.

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In riferimento alla nota di ieri con cui la Asl aveva confermato l’individuazione, anche ad Arezzo, di una struttura per pazienti affetti da influenza Covid, l’Azienda comunica che, anche “Il Condominio i Gelsi”, ha ritirato la propria disponibilità come Albergo Sanitario.

L’Azienda sanitaria aveva già esaminato 35 strutture che potessero avere i necessari requisiti per ospitare persone con influenza da Covid-19 ma purtroppo, ad oggi, nessuna ipotesi risulta percorribile.

Pertanto, il Direttore Generale della Asl Antonio D’Urso, ha chiesto al Prefetto, in base alle normative nazionali per l’emergenza, di requisire eventuali immobili idonei, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove tali misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata.

E’ scoppiato infatti il finimondo nel supercondominio di viale S. Margherita dopo che ieri sera era stato annunciato come area di convalescenza per positivi in via di guarigione.

Stamani tirava una brutta aria dalle parti di V. S.Margherita. Si moltiplicavano i messaggi nella chat condominiale sempre piu’ infuocata. Alla fine è apparsa anche una petizione indirizzata al sindaco: “Al Planet no (che è in mezzo alla campagna) e li mettono in mezzo ad una aria densamente abitata? Non sia mai! Volete la guerra e guerra sia!”

Alcuni giorni fa, un caro amico albergatore, dopo la vicenda Planet mi scriveva: “Il porblema di Rigutino è il problema di chi NON HA CAPITO come funziona. A mio parere il sindaco, invece di dire che non era stato avvisato (se la AUSL affitta un albergo e non ravvede pericolo sanitario – non necessariamente deve avvisare il sindaco) avrebbe dovuto intervenire presentandosi di persona ai rigutinesi e tranquillizzandoli. Così facendo non ha neanche “spostato” il problema, dato che con questa confusione non si troverà un altro collega albergatore disposto e neanche popolazioni limitrofe serene (!)”

Facile profezia che prevedeva il seguito. Un seguito che non mi risulta sia accaduto in nessun altra città italiana.

Siamo ormai tornati nella Milano del ‘600, coi monatti, il lazzaretto, gli untori e tutto il resto dell’armamentario. Quattro secoli di progresso medico, di ricerche, di evoluzione delle conoscenze umane, cancellate in un colpo solo.

La pessima informazione istituzionale, ha trasformato il virus in una sorta di spirito maligno che aleggia attorno ai malati, in grado di valicare i muri, di diffondersi nell’aria e di entrare di notte dai comignoli o dai buchi delle serrature. Poco conta che i positivi siano chiusi senza poter uscire fino alla completa guarigione, la loro sola presenza è motivo di ansia irrazionale e furibonda.

E’ il risultato di una campagna di informazione a tratti assurda e incomprensibile, che porta a colpevolizzare un contadino che in mezzo al campo cura la sua terra o il ragazzo che corre solitario in mezzo ai boschi. Devi stare in casa!

E stasera tutti sul balcone di casa a cantare ed applaudire i nostri eroici sanitari.

Basta che se ne stiano lontani dal giardino di casa mia!

Stringiamoci a coorte… si si, come no!