Boschi, Ceccarelli e Benucci (Pd): “Coltivarli è pratica secolare che tutela l’ambiente. La sentenza della Consulta è l’esaltazione della burocrazia”

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Boschi, Ceccarelli e Benucci (Pd): “Coltivarli è pratica secolare che tutela l’ambiente. La sentenza della Consulta è l’esaltazione della burocrazia”

 

“Vorremmo dire con chiarezza che abbiamo massimo rispetto della sentenza della Corte Costituzionale, ma che resta profondamente ingiusto costringere piccolissime aziende agricole a chiedere una autorizzazione paesaggistica per tagliare minuscoli appezzamenti di bosco, in presenza di un vincolo generico che non riguarda il bosco stesso. Nella forma la sentenza va rispettata, ma nella sostanza rappresenta una sterile vittoria dello Stato inteso come esaltazione della burocrazia ed una sconfitta per tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente, ma non per questo vogliono rinunciare alla plurisecolare tradizione della coltivazione del bosco”.

Questo il commento del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Vincenzo Ceccarelli e del consigliere Cristiano Benucci sulla sentenza con cui la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge regionale della Toscana varata nel dicembre del 2021.

“Eravamo consapevoli che con quella norma si andavano a toccare competenze  legislative statali – spiegano Ceccarelli e Benucci – tanto che la nostra prima iniziativa era stata una proposta di legge inviata al Parlamento nazionale affinché intervenisse per porre rimedio ad una situazione vessatoria che stava mettendo letteralmente in ginocchio molte piccole aziende agricole e forestali, con la conseguenza di interrompere la filiera che da secoli nei nostri territori vede attuarsi una sana politica della coltivazione dei boschi. L’alternativa, che i presunti ambientalisti di maniera si guardano bene dall’evidenziare, è il totale abbandono dei boschi, con gravi rischi ambientali o di imbarbarimento di quegli stessi paesaggi rurali che rappresentano una ricchezza della Toscana. La nostra iniziativa che aveva portato il Consiglio regionale ad approvare questa legge aveva dato una risposta immediata alle richieste di soccorso giunte dai territori, in attesa che il legislatore nazionale prendesse in considerazione la nostra proposta, cosa che ora torneremo a chiedere al nuovo Parlamento, chiamato a fissare regole giuste che tengano in considerazione tutti gli interessi in gioco”.

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